Cristina Fernandez è tornata al lavoro. Nessun cambio di rotta del governo



Con voce a tratti rotta dalla commozione, ieri in prima serata, la presidentessa argentina Cristina Fernandez Kirchner ha realizzato un discorso alla nazione chiarendo dall'inizio che questo non è il suo momento più difficile ma sì il più doloroso. Dolore e difficoltà sono cose diverse, ha puntualizzato rivolta ad alcuni media. Nei 5 minuti di video ha poi ringraziato quanti hanno partecipato alle cerimonie funebri ed espresso condoglianze per la morte di suo marito, presidente del Partido Justicialista ed ex presidente argentino Néstor Kirchner, definito un compagno di vita e militanza. Si è poi rivolta ai giovani, i tanti che si sono visti nelle piazze, non solo di Buenos Aires, definendoli fortunati per vivere in un paese che non li ha abbandonati, condannati o perseguitati, con chiaro riferimento al periodo della dittatura, ma in una Argentina migliore, che ha bisogno di loro per guardare al futuro. Da oggi, oltre alla responsabilità di guidare il paese, ha concluso, sente una nuova responsabilità: quella di rendere onore alla memoria e al governo di Néstor Kirchner.
Dopo i tre giorni di lutto nazionale e il fine settimana in cui è rimasta a Rio Gallegos con i figli, per riprendersi dalla morte del marito, Cristina Fernandez è tornata al lavoro, ieri mattina, alla Casa Rosada, a Buenos Aires. Oltre a felicitare telefonicamente la neoeletta presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha partecipato a diverse riunioni tra cui quella con il Ministro de Economía, Amado Boudou. Ha, poi, ricevuto due telefonate nelle quali il primo ministro russo, Vladimir Putin e la presidentessa della Germania, Angela Merkel, hanno espresso le loro condoglianze. Ha ricevuto le credenziali di alcuni nuovi ambasciatori nella capitale Argentina tra cui quelli di Canada, Cuba, Indonesia, Irlanda, Olanda, Svezia.
Il prossimo importante impegno politico all'estero, per Cristina Fernandez, sarà la partecipazione al G-20 di Seul l'11 e 12 novembre. Una risposta, questa prima giornata di lavoro, dopo la morte di suo marito soprattutto a quella parte della stampa, che per giorni si è interrogata sul modo in cui la scomparsa di Néstor Kirchner influirà sulla condotta del governo e sugli ipotizzati cambi nella cupola del Partido Justicialista. La risposta la fornisce Agustín Rossi, deputato del gruppo kirchnerista alla Camera: Cristina Fernandez assumerà la presidenza del partito. La presidentessa ha incassato anche l'importante appoggio del gruppo di sindaci del circondario di Buenos Aires, bastione del peronismo, che l'hanno suggerita come candidata per le prossime elezioni presidenziali del 2011. Il capo di gabinetto Anibal Fernandez, ha fatto sapere che la presidentessa sa benissimo quale direzione seguire e che la morte dell'ex presidente non implica alcun cambio obbligatorio nella squadra di governo.
Resta il punto sul modo in cui la presidentessa saprà mantenere unito quel polifacetico movimento di massa chiamato peronismo che ne costituisce la base, assieme alla cupola del partito, le cui fila venivano finora tirate da Néstor Kirchner. E' pensabile che, finito il momento del lutto e delle dichiarazioni di unità, inizi, da parte di qualcuno una personale battaglia per occupare l'enorme vuoto da lui lasciato. Per ora però, di cambi al vertice non se ne parla, di cambi di rotta neanche, l'unico proposito è continuare a lavorare, in vista dell'ufficializzazione della ricandidatura di Cristina Fernandez alle elezioni del 2011.

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