Sepolto a Rìo Gallegos il feretro di Néstor Kirchner

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E' stato sepolto al Cimitero Municipale della città di Río Gallegos, in Patagonia, il feretro dell'ex presidente argentino Néstor Kirchner, morto per arresto cardiorespiratorio nella mattinata di mercoledì all'ospedale José Formenti di El Calafate. Uscita dal Salón de los Patriotas della Casa Rosada alle 13 ora argentina, dopo 26 ore di veglia funebre, la bara di Néstor Kirchner è stata trasportata da un carro funebre che a fatica riusciva a procedere a causa della enorme folla che tentava di toccarla, lanciare fiori, oggetti ricordo o lasciare bandiere biancocelesti sul veicolo. Fino alla chiusura della camera adente, sono state centinaia di migliaia le persone che hanno dato l'ultimo saluto al presidente del Partido Justicialista, segretario generale della Unión de Naciones Suramericanas (Unasur), ex presidente della repubblica (2003-2007) e marito dell'attuale presidentessa Cristina Fernández Kirchner. Dopo il viaggio in aereo dall'aeroporto capitolino Jorge Newbery il corpo è giunto nella località di Río Gallegos, provincia di Santa Cruz, 2600 chilometri più a sud. Qui Néstor Kirchner era nato 60 anni fa, e qui è arrivato intorno alle 17:30 di ieri, ora argentina.
Il feretro è stato trasportato nel Cimitero Municipale dove sarà inumato con cerimonia privata. Anche nella località della Patagonia argentina, stesse scene viste nella capitale. Lungo i 9 chilometri di strada che uniscono l'Aeropuerto Piloto Norberto Fernández al cimitero, una folla di persone in lacrime attendeva il passaggio del corteo con cartelli di condoglianze e appoggio all'attuale presidentessa Cristina Fernández. Per gli abitanti di Río Gallegos Néstor Kirchner non era solo un politico ma colui che ha guidato il riscatto e lo sviluppo della zona, prima come sindaco, dal 1987 al 1991, poi come governatore della provincia, dal 1991 al 2003.
8 i capi di stato che hanno preso parte alle esequie: il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, della Colombia, Juan Manuel Santos, del Paraguay, Fernando Lugo, del Venezuela, Hugo Chávez, della Bolivia, Evo Morales, del Cile, Sebastián Piñera, dell'Ecuador, Rafael Correa e dell'Uruguay, José Mujica, segno della evidente integrazione raggiunta dall'America Latina, grazie al lavoro che lo stesso Néstor Kirchner stava svolgendo come presidente della Unión de Naciones Suramericanas (Unasur). Lunedì la presidentessa Cristina Fernández tornerà a Buenos Aires per riprendere pienamente le funzioni di capo del governo.

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