L'Argentina scende in strada. Commozione per la morte dell'ex presidente Néstor Kirchner

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Poco dopo l'annuncio della morte è iniziata la sequenza di arrivi di personaggi politici e rappresentanti delle istituzioni presso la residenza di Néstor Kirchner nella città di El Calafate, regione di Santa Cruz, Patagonia Argentina, dove era nato e dove è deceduto ieri mattina. In quella regione Néstor Kirchner è molto amato per il modo in cui ha governato e per come ha cambiato l'Argentina dopo la crisi economica. Nella notte, accompagnato dalla moglie, Cristina Fernandez e dal figlio Maximo, il feretro è stato trasportato in aereo, un Lear Jet, atterrato all'aeroporto Jorge Newbery della capitale Buenos Aires, dove sarà allestita la camera ardente aperta al pubblico. Già da questa mattina molto presto, per le strade, di fronte alla Casa Rosada e nella Plaza de Mayo sono decine di migliaia, 50 mila secondo il quotidiano Clarín, i cittadini che hanno voluto offrire un fiore, un oggetto o un semplice gesto in ricordo di quello che alcuni definiscono colui che ha fatto rinascere negli argentini la fiducia verso la politica dopo la tragica esperienza dei governi De La Rúa e Duhalde. Moltissimi quelli che vi si sono recati ieri sera, a partire dalle 20, ora in cui si è concluso il censimento. Durante alcuni cortei di avvicinamento a Plaza de Mayo e alle porte della Casa Rosada semplici cittadini portavano cartelli di ringraziamento verso gli obiettivi raggiunti dal governo di Néstor Kirchner, come “Gracias Néstor. Ahora mi villa tiene calles”. Impressionante la quantità di cartelli di condoglianze e di appoggio rivolti alla moglie e presidentessa argentina Cristina Fernandez. “Cristina sii forte, ti siamo vicini”, hanno gridato alcuni davanti alle telecamere delle tv. Presenti anche le Madres Plaza de Mayo, con Hebe de Bonafini e le Abuelas de Plaza de Mayo, con Estela de Carlotto, tutti con fiori, bandiere biancocelesti e cartelli. In strada ed in piazza non ci sono solo elettori e simpatizzanti del Partido Justicialista, di cui era presidente e probabile candidato alle elezioni presidenziali del 2011, ma anche rappresentati delle organizzazioni sociali e comuni cittadini. Sono stati dichiarati tre giorni di lutto nazionale. Sul palazzo del governo, da ieri sera, la bandiera nazionale biancoceleste col sole al centro, sventola a mezz'asta. Dalle 10, ora argentina, le ceneri di Néstor Kirchner sono nel Salón de los Patriotas Latinoamericanos della Casa Rosada. Dentro vi sono già alcuni ministri e deputati. Fuori, interminabile, la fila di comuni cittadini che intendono rendere omaggio all'ex presidente si allunga. Sabato saranno trasportate in aereo a Rìo Gallegos e sepolte nel cimitero municipale. Tra i presidenti latinoamericani, il primo ad arrivare è stato il boliviano Evo Morales, seguito dal presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, mentre a momenti è atteso l'arrivo del presidente dell'Uruguay, José Mujica. Durante il pomeriggio giungeranno il presidente del Venezuela, Hugo Chávez, della Colombia, Juan Manuel Santos, del Paraguay, Fernando Lugo, del Cile, Sebastián Piñera e del Brasile, Luiz Inácio “Lula” da Silva.


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