In migliaia rendono omaggio a Néstor Kirchner e appoggiano la presidentessa Cristina Fernández

La presidentessa argentina Cristina Fernández è arrivata assieme ai suoi figli Máximo e Florencia, poco dopo le 11 del mattino, ora di Buenos Aires, nel Salón de los Patriotas, vestita di nero, con occhiali scuri. Attorno a loro rappresentanti del governo tra cui il ministro dello sviluppo sociale, Alicia Kirchner, il ministro dell'Interno, Florencio Randazzo e di alcune associazioni come le presidentesse delle e delle Madres de Plaza de Mayo, Estela de Carlotto e Hebe de Bonafini. Anche i presidenti di Bolivia, Evo Morales, Ecuador, Rafael Correa e Uruguay, José Mujica, erano presenti. Proveniva dalla residenza presidenziale di Los Olivos dove aveva organizzato una veglia privata assieme ai soli familiari. Dopo aver appoggiato la mano sul feretro del marito, ex presidente Néstor Kirchner, è rimasta qualche minuto in assoluto silenzio, rotto da applausi e incoraggiamenti provenienti dalle migliaia di cittadini che stanno entrando a dare l'ultimo saluto a Néstor Kirchner.
E' la dimostrazione che la presidentessa argentina non è sola, ha dalla sua parte quanti riconoscono in suo marito un politico diverso dai soliti, lucido ed appassionato, deciso nelle sue convinzioni con un programma di difesa del modello nazionale e popolare che aveva in mente, che ha affrontato l'arroganza del Fondo Monetario Internazionale e che credeva nell'unità latinoamericana. Anche alcuni non elettori del Partido Justicialista riconoscono quanto l'Argentina abbia avanzato in temi importanti sotto il governo di Néstor Kirchner: dall'economia al diritto al lavoro, al diritto ad una pensione degna, alla difesa dei diritti umani contro le dittature che hanno infestato la storia del suo paese. Moltissimi argentini quindi, dalle prime ore dell'alba, si sono messi in fila di fronte ai cancelli del palazzo del governo per entrare a rendere omaggio al feretro dell'ex presidente, mentre la stampa sottolineava da una parte l'enorme commozione palpabile nel paese, dall'altra le incognite sul futuro dell'Argentina. Sono diversi quelli che credono che non potranno non esservi ripercussioni a livello politico, specie all'interno del Partido Justicialista che perde un presidente ed un possibile candidato alla presidenza ad un anno dalle prossime presidenziali. Ora la candidata più probabile del Partido Justicialista resta proprio Cristina Fernández, la quale dovrà superare la sfida principale, oltre quella di tener saldo il timone del governo: tenere unito il partito di cui ha bisogno per essere rieletta il prossimo anno. Quel Partido Justicialista formato da anime diverse, a volte dissidenti con la linea dell'oggi ex presidente.
Il quotidiano argentino Pagina12 scrive che il Ministro degli Esteri, Héctor Timerman, ha trovato la presidentessa molto colpita ma ha sottolineato che essendo forte continuerà a governare dimostrando di meritare il posto che occupa, anche se, ha aggiunto, non siamo abituati a vederla senza Néstor, come non eravamo abituati a vedere Néstor senza Cristina. Il capo di gabinetto, Aníbal Fernández, ha spiegato che pur essendo molto legata a suo marito troverà il modo di superare questo momento facendo in modo che la morte dell'ex presidente non sia vana. Ha detto anche che quando governava Néstor Kirchner i detrattori si affannavano a dire che era lei a comandare, mentre una volta arrivata al governo sostenevano comandasse il marito. In realtà nessuna delle due cose era vera. Da lunedì toccherà solo alla presidentessa Cristina Fernández dimostrarlo.

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