Brasile al voto: aperte le urne. Dilma Rousseff verso la vittoria

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A meno di clamorosi colpi di scena oggi il Brasile, il paese più popoloso dell'America Latina con 190 milioni di abitanti, eleggerà il primo presidente donna della sua storia. 135 milioni gli aventi diritto al voto chiamati ad eleggere il successore di Luiz Inácio da Silva al Palacio do Planalto. Il voto è obbligatorio dai 18 ai 70 anni. E' facoltativo per gli analfabeti, i ragazzi tra 16 e 18 anni e gli ultrasettantenni.
Dilma Rousseff, candidata del Partito dei Lavoratori (PT), è data dai sondaggi in vantaggio di almeno 10 punti sul rivale José Serra, del Partido Social Democrático de Brasil (PSDB). Quegli stessi sondaggi, però, che le davano la vittoria al primo turno, poi sfumata. Il 3 ottobre Dilma Rousseff si è infatti fermata sotto il 47%. A rinviare la festa era stato l'ottimo risultato ottenuto dalla candidata del Partido Verde, Marina Silva, che ha sommato 18 milioni di voti, grazie agli appelli a favore della conservazione dell'ambiente e allo sfruttamento sostenibile delle materie prime del Brasile. Elettori che dovrebbero andare in grande maggioranza alla Rousseff, accusata però di non aver trattato abbastanza il tema ambientale. Economista di formazione, fedele al suo passato di ex guerrigliera contro la dittatura militare
che ha controllato il Brasile negli anni settanta, ex ministro del governo di Luis Inacio Da Silva, Dilma Rousseff ha partecipato attivamente alla messa in opera dei progetti “Bolsa Familia” e “PAC”, fiori all'occhiello delle politiche del governo firmato PT. Il suo è un discorso di continuità con il governo di Luiz Inácio da Silva, la cui popolarità è all'80%, e che sta portando il paese a crescere del 7,7% annuo, con il 6,2% di disoccupazione, con riserve economiche che ammontano a 250.000 milioni di dollari. Il che equivale a dire ottava economia del mondo con prospettive di divenire la quarta nel 2050. Il Brasile, inoltre, si svolgeranno i Mondiali di calcio del 2014 e le Olimpiadi nel 2016.
Per il candidato socialdemocratico, José Serra, 68 anni, ex governatore di Sao Paulo, si tratta solo di contenere i danni e di riuscire ad ottenere una sconfitta onorevole. Nelle ultime ore di campagna elettorale ha cambiato registro, lasciando da parte le accuse di corruzione che hanno scosso la cupola del PT, senza però scalfire la Rousseff, per abbracciare temi cari alla sinistra, quali l'istruzione e la sanità. Serra ha goduto anche dell'appoggio religioso, dato che alcune chiese del paese si sono trasformate in pulpiti dai quali sacerdoti lanciavamo appelli al voto per Serra, al fine di scongiurare una vittoria della Rousseff considerata a favore dell'aborto e dei matrimoni omosessuali. Grande assente, anche se molto importante, il tema della sicurezza.
Qualunque candidato scelgano i brasiliani, le 400.000 urne si chiuderanno alle 19 locali, le 23, ora centrale europea. Poche ore dopo, grazie al voto elettronico che il Brasile usa dal 1996, saranno comunicati i risultati.

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