Cile: continuano i lavori di salvataggio dei 33 minatori intrappolati nella Mina San José

Il lavori di perforazione allo scopo di creare quel tunnel che servirà a riportare in superficie i 33 minatori intrappolati dal 5 agosto nella Mina San José, a Copiapó, nel deserto di Atacama, sono stati interrotti a causa di movimenti tellurici causati dall'incontro tra la trivella ed una faglia geologica. Andrés Sougarret, responsabile dei lavori lo ha annunciato quando la trivella aveva percorso 25 metri. Dopo due ore di interruzione i lavori son continuati, giungendo ad oltre 30 metri di profondità. L'ingegnere Miguel Fort ha cercato di rassicurare familiari e giornalisti chiarendo che episodi del genere erano stati messi in preventivo e che le pareti del condotto che raggiungerà i 66 centimetri di larghezza, saranno rinforzate con cemento per renderle più solide. I soccorritori hanno pianificato ben 10 progetti per il salvataggio dei minatori, ma è ancora troppo presto per sbilanciarsi in previsioni temporali. Ciò che è importante, ha aggiunto Sougarret in dichiarazioni alla stampa cilena, è non dar loro false speranze e non comunicare date certe per il possibile ritorno alla luce del sole.
Intanto dalla telecamera interna al rifugio, a 624 metri di profondità, nella Mina San José di Copiapó, è giunto un nuovo video che fa seguito a quello del 26 agosto scorso, nel quale i 33 minatori appaiono in discreto stato di salute anche grazie al cibo de ai beni di conforto fatti arrivare nel rifugio, tra i quali materassini gonfiabili per dormire e le attesissime lettere con cui mantengono i contatti coi familiari, e con cui ricevono informazioni sulla straordinaria partecipazione popolare che sta percorrendo il Cile e gran parte del mondo attraverso i media.
Se i minatori e i soccorritori sono considerati dall'opinione pubblica simbolo di un Cile che non si arrende, le brutte notizie arrivano invece dal fronte economico: l'impresa San Esteban, proprietaria della Mina San José di Copiapó, i cui titolari sono Alejandro Bohn y Marcelo Kemeny, è vicina al fallimento. A rischio sono gli stipendi dei 134 lavoratori dell'impianto nel quale attualmente solo il giacimento di San José resta attivo. I 33 minatori chiusi all'interno, nell'attesa del completamento del pozzo sono assistiti da un gruppo di psicologi tra cui il sessantenne Alberto Iturra Benavides, da 11 anni residente nel paesino di Caldera, poco più di 30 chilometri dalla miniera. Dall'8 agosto, tre giorni dopo il crollo, assiste i minatori per un'ora al giorno, ogni giorno alle 3 del pomeriggio. Per la salute dei 33 minatori è importante il ritmo dell'alternanza del sonno-veglia collegato alla assenza-presenza di luce, spiega e aggiunge: presto, nel rifugio, verrà sistemato un sistema di illuminazione artificiale accuratamente graduata affinchè non venga compromessa la funzionalità della vista. Il compito di Iturra è anche quello di controllare che nessuno attraversi stati depressivi, come quelli che si sono verificati nelle scorse settimane, oltre a preparare i minatori per il reincontro con le loro famiglie ed il ritorno alla vita normale.

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