L'ex dittatore Jorge Videla torna sul banco degli imputati: stavolta per le fucilazioni all'Unidad Penitenciaria San Martín

L'ottantaquattrenne ex dittatore argentino Jorge Rafael Videla è tornato a sedersi sul banco degli imputati, alle 9:30 di oggi, davanti al Tribunal Oral Federal 1 (TOF1) della città argentina di Cordoba. Le accuse: tortura e omicidio tramite fucilazione, (homicidio calificado, imposición de tormentos seguido de muerte y tormentos agravados), tra l'aprile e l'ottobre del 1976, di 31 prigionieri politici del centro di reclusione Unidad Penitenciaria San Martín (UP1). Arrestati con l'accusa di essere pericolosi promotori di atti sovversivi, vennero fucilati col falso pretesto di aver tentato la fuga. 125 i testimoni chiamati a deporre nei prossimi mesi, 10 provenienti dall’estero, in un processo che, oltre a Jorge Videla vede imputati per omicidio plurimo e torture il generale del Tercer Cuerpo de Ejército, Luciano Benjamín Menéndez e altre 29 persone: i generali Vicente Meli e Víctor Pino Cano, il colonnello Osvaldo César Quiroga, i tenenti Carlos Poncet, Jorge González Navarro, Eduardo Raúl Fierro, Juan Emilio Huber e Enrique Pedro Mones Ruiz, i maggiori Adolfo Gustavo Alsina, Francisco Pablo D’Aloia e Miguel Angel Pérez, i sottufficiali Carlos Hiber Pérez, José Antonio Paredes, Luis David Merlo ed il médico José Felipe Taliv. Altri imputati sono Luis Alberto Rodríguez, Marcelo Luna, Ricardo Cayetano Rocha e Juan Eduardo Molina, Miguel Angel Gómez, Carlos Alfredo Yanicelli, Jamil Jabour, Calixto Luis Flores, Alberto Luis Lucero, Hermes Oscar Rodríguez, Rodolfo Gustavo Salgado, Fernando Martín Rocha, José Eugenio San Julián, e Graciela Antón.
A condurre il processo saranno i giudici Jaime Díaz Gavier, Carlos Lascano e José María Villalobo. Numerosi parenti e discendenti dei fucilati oltre a rappresentanti delle associazioni per i diritti umani erano presenti alla prima udienza del processo, riempiendo i 120 posti complessivi dell’aula. Jorge Rafael Videla torna quindi a sedersi sul banco degli imputati dopo che, nel 1985, durante il mandato di Raúl Alfonsín, l’ex dittatore che il 24 marzo del 1976 portò a termine il colpo di stato contro l’allora presidentessa Isabel Martínez de Perón, venne condannato all'ergastolo nel noto processo alle Juntas Militares. Cinque anni dopo, il successore di Alfonsín, Carlos Menem gli concesse l'indulto. Tornato agli arresti domiciliari nel 1998, Jorge Rafael Videla nel 2006 subì l'annullamento dell’indulto, ratificato ad aprile di quest'anno dalla Corte Suprema argentina. Negli ultimi due anni è stato rinchiuso nell'Unidad Penal 34 de Campo de Mayo.



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