Teheran: c'è l'accordo sul nucleare iraniano. Fondamentale la mediazione di Brasile e Turchia

lula, ahmadinejad, erdoganIl presidente brasiliano Luiz Inácio "Lula" Da Silva ha iniziato, ieri, una visita a Teheran, capitale dell’Iran, per incontrare il presidente del paese arabo, Mahmud Ahmadinejad, e il leader supremo della rivoluzione iraniana, Ali Khamenei. L’incontro è considerato da Stati Uniti e Russia, entrambi scettici sulla sua riuscita, un ultimo tentativo di risolvere la disputa sul nucleare iraniano ed evitare nuove sanzioni all’Iran. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula Da Silva è stato accolto all’aeroporto capitolino dal ministro degli Esteri iraniano, Manouchehr Mottaki, per poi essere accompagnato all’incontro con Ahmadinejad, durante il quale è stata sancita la partenza di una collaborazione definita strategica. Lula si diceva ieri, convinto di poter giungere ad un accordo. Ottimismo che si è concretizzato quando ad atterrare in Iran è stato il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, per rendere la questione nucleare iraniana, trilaterale: dopo 18 ore di negoziato è stato raggiunto un accordo che ora dovrà passare al vaglio della Aiea e del cosiddetto gruppo dei 5+1, composto da U.S.A., Russia, Francia, Gran Bretagna, Cina e Germania. L’accordo, firmato dai ministri degli Esteri dei tre paesi, prevede che l’Iran invii in Turchia 1200 chili di uranio scarsamente arricchito, in cambio di 120 chili di uranio arricchito al 20%, da usare come combustibile in una centrale di investigazione medica. Il tutto sotto stretta vigilanza per impedire che l’Iran utilizzi l’uranio per scopi bellici. Sia il Brasile che la Turchia erano contrarie a nuove sanzioni contro l’Iran. Il Brasile in particolare punta ad approfondire i rapporti con il paese arabo per far partecipare imprese brasiliane al programma di ammodernamento e miglioramento del settore petrolifero iraniano. Domani, il presidente brasiliano Lula, viaggerà a Madrid per l’assemblea Unione Europea – America Latina e Caraibi.

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