Reynaldo Bignone, ex dittatore argentino, condannato a 25 anni di carcere. Revocati anche i domiciliari

Ieri, un tribunale della periferia della capitale argentina Buenos Aires ha condannato a 25 anni di prigione l’ottaduenne ex generale Reynaldo Bignone, ultimo presidente della famigerata dittatura militare argentina che controllò il paese dal 24 marzo del 1976 al 1983. L’accusa: delitti di lesa umanità commessi nei suoi due anni di dittatura, dal 1982 al 1983, al Campo de Mayo, il più grande centro di detenzione clandestino del regime militare. 30 mila circa le sparizioni e 500 i bambini rubati a lui direttamente imputabili, secondo la sentenza emessa dal Tribunal Oral Federal 1 di San Martín, località in periferia di Buenos Aires. Una vera beffa per lui che mentre era al potere aveva varato una legge destinata ad impedire i processi ai militari della dittatura. Le cifre di cui parlano le accuse sono state respinte dallo stesso Reynaldo Bignone, che nella sua linea difensiva ha parlato di non più di 8000 desaparecidos e 30 bambini rubati dalla dittatura. Lo stesso tribunale ha dichiarato colpevoli altri sei imputati: si tratta degli ex militari Santiago Omar Riveros, ec capo del Comando de Institutos Militares e Fernando Verplaetsen, ex capo del Departamento de Inteligencia de Campo de Mayo, condannati a 25 anni; 20 anni a Carlos Alberto Tepedino, ex capo del Batallón de Inteligencia 601; 18 anni a Jorge Osvaldo García e 17 a Eugenio Guañabens Perelló. Assolto l’ex poliziotto del commissariato di Bella Vista, Germán Montenegro.
Tre dei condannati, Bignone, Tepedino e Guañabens Perelló, hanno goduto fino ad ora degli arresti domiciliari. Da domani saranno trasferiti in un carcere comune del Servicio Penitenciario Federal. Soddisfazione per la condanna è stata espressa dalla rappresentante delle Abuelas de Plaza de Mayo, Estela de Carlotto, e dagli altri familiari delle vittime presenti alla lettura della sentenza, alle 16:30 di ieri, che hanno esultato e applaudito mostrando foto dei desaparecidos, non senza qualche lacrima di commozione. Reynaldo Benito Antonio Bignone Ramayón, nato a Buenos Aires il 21 gennaio 1928, è stato dittatore dell’Argentina dal primo luglio del 1982 al 10 dicembre 1983. Durante la sua ultima dichiarazione di fronte alla Corte, non si è dichiarato pentito, ma ha continuato a difendere la linea della giustificazione di quei crimini in quanto, ha sostenuto, l'Argentina era in guerra. Per questo Estela de Carlotto, in dichiarazioni alla tv argentina, lo ha definito vecchio ma pericoloso, che non si rende ancora conto di quanto lo aspetta.


2 commenti:

  1. L'Argentina non era in guerra, sono loro che hanno creato una guerra perchè pazzi da legare e poi da gettare vivi nell'oceano come han fatto con diversi detenuti.
    Esercito = morte!

    RispondiElimina

 

_

Nota

Diario Latino non rappresenta una testata giornalistica perchè è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, quindi, considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. L'autore non è un giornalista professionista e non è responsabile dei contenuti dei blog ai/dai quali è linkato. I commenti sono sottoposti ad approvazione. Diario Latino is licensed under Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License. Proibita la ripubblicazione su altri siti/blogs.

Licenza Creative Commons

Statistiche