José "Pepe" Mujica nel suo primo discorso ufficiale da presidente dell'Uruguay

josé-mujicaSi è svolta ieri, nella Plaza de la Independencia, della capitale Montevideo, la cerimonia di passaggio dei poteri tra il presidente uscente Tabaré Vázquez Rosas ed il nuovo capo di stato, José Alberto Mujica Cordano, detto "Pepe", che resterà in carica cinque anni. Appartengono entrambi al Frente Amplio, coalizione di centrosinistra. Dopo aver firmato le carte di rito, ed aver giurato sulla Costituzione con la formula, “Yo, José Alberto Mujica Cordano me comprometo por mi honor a desempeñar lealmente el cargo que se me ha encomendado y a guardar y defender la Constitución de la República”, il cinquantaduesimo presidente d’Uruguay, di 74 anni, ha ricevuto la fascia presidenziale coi colori bianco e celeste davanti ad una folla festante con bandiere. Un centinaio i giornalisti, anche internazionali. Era affiancato da sua moglie, la senatrice, Lucia Topolansky, dal vicepresidente, Danilo Astori, e dall’ex presidente Tabaré Vázquez.
In prima fila, tra gli altri, i presidenti dell’Ecuador, Rafael Correa, della Bolivia, Evo Morales, dell’Argentina, Cristina Fernandez, del Paraguay, Fernando Lugo, del Venezuela, Hugo Chavez, ed il principe Felipe di Spagna.
Dopo aver ricordato con sincera ammirazione il suo vicepresidente Danilo Astori, in qualità di vecchio amico emilitante di partito, ha parlato della necessità di integrare tutti gli uruguayani nella via politica del paese, sottolineando che il suo sarà un governo di squadra. Dal canto suo il vicepresidente Danilo Astori, ha parlato dell’emozione che si prova in momenti come questo, ma anche della responsabilità che deriva dall’aver vinto le elezioni. Riprendendo poi le parole dette da Tabaré Vasquez nella cerimonia del 2005, ha concluso con lo stimolo al popolo uruguayano a non lasciare solo il governo.
plaza-de-la-independencia-montevideoIl presidente José Mujica ha poi ripreso la parola parlando del lento cammino di cui ha avuto bisogno l'Uruguay per svilupparsi; cammino che ricomincia, ora, con il suo governo, con l’obiettivo di combattere l’egoismo e fomentare la solidarietà, per salire un altro gradino nell’evoluzione e nel miglioramento del paese. Perché la storia non inizia e non finisce con un solo individuo.
Un discorso peculiare, con le libertà personali ed il rispetto degli altri come temi di fondo. Ha poi definito la cultura uno strumento fondamentale per il progresso della società: per questo l’azione di governo ha bisogno del contributo di gente proveniente da tutti i settori, dai più poveri ai più ricchi. Ha poi trattato il tema dell’economia, sostenendo il bisogno di aumentare il potere d’acquisto dei cittadini, in primo luogo, e di combattere la povertà, perché non si possono abbandonare quelli che sono rimasti, sono parole sue, al lato della strada. Quindi, ha messo in conto di operare una riduzione del 50% della povertà. José Mujica ha concluso rifiutando la politica dell’odio, della eterna critica e del “non si può fare”, e ricordando ai presenti in Plaza de la Independencia che “nulla cambia se prima non cambiate voi”.
Un passaggio, quello dell’ex guerrigliero Tupamaro, definito da alcuni quotidiani locali, dall’utopia degli anni sessanta, alla responsabilità dell’inizio 2010.
Prima di questo bagno di folla, José Mujica e Danilo Astori avevano iniziato le cerimonie al Palacio Legislativo, dove lo stesso presidente aveva realizzato un altro discorso di fronte ai deputati della Asamblea General.
Sono stati anche presentati i vari ministri. Interni, Eduardo Bonomi; Esteri, Luis Almagro; Economia e Finanze, Fernando Lorenzo; Difesa, Luis Rosadilla; Educazione e Cultura, Ricardo Ehrlich; Trasporti e Opere Pubbliche, Enrique Pintado; Industria ed Energia, Roberto Kreimerman; Lavoro, Eduardo Brenta; Salute, Daniel Olesquer; Agricoltura e pesca, Tabaré Aguerre; Turismo e Sport, Héctor Lescano; Casa, Ordinamento Territoriale e Ambiente: Graciela Muslera; Sviluppo Sociale, Ana María Vignoli.




0 commenti:

Posta un commento

 

_

Nota

Diario Latino non rappresenta una testata giornalistica perchè è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, quindi, considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. L'autore non è un giornalista professionista e non è responsabile dei contenuti dei blog ai/dai quali è linkato. I commenti sono sottoposti ad approvazione. Diario Latino is licensed under Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License. Proibita la ripubblicazione su altri siti/blogs.

Licenza Creative Commons

Statistiche