Principali obiettivi: sicurezza, occupazione e parità uomo-donna. E’ Laura Chinchilla la nuova presidente del Costa Rica

laura+chinchillaOggi, 7 febbraio, è il giorno di Laura Chinchilla: al primo turno delle elezioni presidenziali in Costa Rica, ha ottenuto il 46,9% dei voti dei 2 milioni e 800 mila costaricani aventi diritto. Equivale a dire: elezione al primo turno. Cosa della quale alcuni, anche del suo partito, il socialdemocratico Partido Liberación Nacional, dubitavano. Quattro anni la durata del mandato presidenziale, che inizierà ufficialmente l’8 maggio prossimo. I due candidati giunti al secondo e terzo posto sono rispettivamente Ottón Solís, del Partido Acción Ciudadana (PAC) col 25%, e Otto Guevara, del Movimiento Libertario, col 20%. Lontanissimi gli altri. I partiti d’opposizione si sono impegnati nell’attaccare personalmente la figura dell’attuale presidente, Oscar Arias, e della candidata Laura Chinchilla. Strategia dimostratasi evidentemente perdente, visto il largo margine con cui è stata eletta la ex vicepresidente.
Lei, prima donna a sedere sullo scranno più alto della Costa Rica, continuatrice delle politiche socialdemocratiche di Oscar Arias, ha voluto ringraziare i suoi elettori e i compagni di partito dal palco dell'Hotel Crown Plaza della capitale San Josè, di fronte a 5000 persone, sottolineandone la grande prova di civiltà data durante lo svolgimento delle votazioni, e la fiducia in lei riposta da un elettore su due. La ex ministro della Sicurezza e dirigente della Policia Nacional, ha puntato proprio sul tema a lei più familiare, la lotta alla criminalità, pur relativamente bassa, nel suo primo discorso da presidente. Definendosi una donna che ha fatto coincidere le due passioni della sua vita, la politica e la famiglia, non ha voluto puntare molto dulla questione di essere donna, sostenendo che i costaricani non scelgono il capo di stato in base al sesso ma in base alle idee e alla qualità delle proposte che fà.
Tra i temi da affrontare subito, oltre alla sicurezza, il lavoro e la lotta alla povertà. Giurerà come presidente il prossimo 8 maggio, puntando a scrollarsi dalle spalle alcune accuse di mancanza di indipendenza decisionale e di eccessiva influenza del suo predecessore e mentore, Oscar Arias.

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