Valentín Valdés Espinosa era un giornalista...

valentin-valdes-espinosaValentín Valdés Espinosa era un giornalista. Tutti noi possiamo leggere i suoi articoli frugando nell’archivio del sito del Diario Zocalo. Nell’ultimo pezzo che porta la sua firma scriveva del gran freddo che sta spazzando in questi giorni la città settentrionale di Saltillo, stato di Coahuila, confinante con gli Stati Uniti. Valentín Valdés Espinosa è stato rapito, assieme a un collega della stessa testata, dopo una giornata di lavoro in redazione. Due fuoristrada li hanno intercettati e fermati, in zona Colonia Republica, a nord della città, costringendoli a salire e dileguandosi nel traffico. Il giornalista la cui identità è riservata, è stato rilasciato dopo essere stato picchiato.
Il cadavere di Valdés Espinosa è stato rinvenuto, cinquanta minuti dopo la mezzanotte di venerdì, di fronte all’Hotel Marbella, in bulevar Fundadores, con ematomi su glutei e spalle e cinque fori di proiettili. E’ stato trovato con piedi e mani legate. Dal controllo dei documenti che aveva nel portafoglio è arrivata la conferma dell’identità. Sul petto aveva un biglietto contenente il messaggio, in gergo narcomensaje: “Questo accade quanti non capiscono”. Il suo corpo è stato poi consegnato al Servicio Médico Forense.
E’ il primo giornalista ucciso nel 2010 in Messico e coincide col primo fine settimana dell’anno. Nella redazione di Zocalo dal 13 giugno 2008, aveva scritto per i precedenti sei anni in periodici del Grupo Reforma. Il responsabile della Procuraduría General de Justicia dello stato di Coahuila, Jesús Torres Charles, ha informato che i giornalisti sono stati sequestrati attorno alle 23 di giovedì, ora messicana.
Il fatto che il cadavere sia stato trovato all’Hotel Marbella non è un caso. Qui, il mese scorso, la Secretaría de la Defensa Nacional (Sedena), ha condotto una azione di polizia in cui è stato arrestato Floriberto Andaya Espinoza, alias El Ricochet, uno dei capi del Cartel del Golfo. Il suo funerale è stato celebrato oggi, a mezzogiorno, nella chiesa del Perpetuo Socorro. Dopo una processione sulle strade coperte da un leggero manto nevoso, la bara è stata poi portata nel cimitero Panteón Santo Cristo dove, da oggi, riposerà. Il Comité para la Protección de los Periodistas ha chiesto con forza che le indagini individuino presto gli autori dell’omicidio. A partire dal 2000 sono stati cinquantotto i giornalisti uccisi in Messico, dodici nel solo 2009.

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