Estrema povertà, violenza urbana, instabilità politica: ora il terremoto. Ad Haitì mancava solo questo

terremoto-haitiHaiti chiede aiuto. Anche senza dati ufficiali, dovuti ai problemi di comunicazione e di spostamento nell'isola, si parla di migliaia di morti e di dispersi, ancora sotto le macerie a causa del terremoto di 7,3 gradi della scala Richter che ha devastato l'sola. Le prime immagini che giungono da Haiti mostrano cadaveri distesi a pochi metri dai sopravvissuti, scene di panico, urla e crisi nervose per le strade. E’ troppo presto per calcolare i danni, ma è chiaro come Haiti, il paese più povero del continente americano, non potrà affrontarli da solo. Negli ospedali scarseggiano i posti e in alcuni quartieri manca la corrente. Difficile far arrivare viveri e beni di prima necessità. Centinaia i feriti che sono ancora per strada, coperti di polvere, lascito del sisma più grave negli ultimi duecento anni, secondo quanto comunicato dal Servizio Geologico degli Stati Uniti. Gli abitanti dell’area metropolitana della capitale, la zona più colpita, sono circa tre milioni e mezzo. Sopravvissuti che sono riusciti a comunicare con l’estero, hanno descritto quartieri periferici distrutti, incendi in molte case e migliaia di persone che vagano a piedi per le strade in stato di shock e senza un luogo dove rifugiarsi. I pochi computers in funzione sono sfruttati da numerose persone per inviare mails e messaggi ad amici e parenti. Reporters a bordo di una moto, riporta il quotidiano El Mundo, hanno girato in alcuni punti della città di Port Au Prince, stimando che un palazzo su due sia crollato o abbia subito gravi danni alle strutture portanti. I danni riguardano il già citato edificio delle Nazioni Unite e la sede della Croce Rossa Internazionale. Secondo fonti francesi, il capo della missione O.N.U. ad Haiti, il tunisino Hedi Hannabi sarebbe deceduto sotto le macerie. Intanto dalla Republica Dominicana sono partiti i primi gruppi di volontari stranieri e i primi convogli di aiuti: alcuni camion stanno attraversando la frontiera in queste ore. In territorio haitiano li aspetta un lungo, difficile ed imprevedibile viaggio. palacio-nacional-haitiNelle prossime ore, saranno più chiare le dimensioni della catastrofe. Ci si attende una crescita del numero delle vittime e dei dispersi. Anche se numerosi sono quelli ritrovati in queste ore dai cittadini e dai membri delle O.N.G., già presenti sul territorio haitiano, che dalla notte di ieri, nonostante la carenza di energia elettrica, stanno lavorando tra le macerie. Quest'isola, dopo colpi di stato, cicloni, deforestazione, colpi di stato, viene oggi colpita da una immane tragedia i cui contorni sono, per ora, solo ipotizzabili. Non bastavano la estrema povertà in cui versa oltre il 70% della popolazione; non bastava la violenza urbana, l’instabilità politica: ora il terremoto. Ad Haitì mancava solo questo.

0 commenti:

Posta un commento

 

_

Nota

Diario Latino non rappresenta una testata giornalistica perchè è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, quindi, considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. L'autore non è un giornalista professionista e non è responsabile dei contenuti dei blog ai/dai quali è linkato. I commenti sono sottoposti ad approvazione. Diario Latino is licensed under Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License. Proibita la ripubblicazione su altri siti/blogs.

Licenza Creative Commons

Statistiche