Manca solo una firma. Sempre più vicina l'estradizione in Francia per l'ex uomo forte di Panamà: Manuel Antonio Noriega

Panama, a cavallo tra la fine del 1989 e i primi giorni del 1990: un'invasione militare dell'esercito U.S.A., con l'obiettivo di catturare il capo di stato e proteggere gli interessi statunitensi nel paese, si conclude con la cattura del dittatore Manuel Antonio Noriega, che viene arrestato e inviato negli U.S.A. come prigioniero di guerra per essere processato. Accuse: traffico di stupefacenti, ricatto sistematico e cospirazione. L'invasione dura due settimane e lascia sul terreno migliaia di vittime, quasi tutti civili delle classi più povere.
Nel 1999 Manuel Antonio Noriega era stato processato in Francia in regime di contumacia e condannato a dieci anni di carcere per riciclaggio di denaro sporco. In pratica Noriega, al potere dal 1983 al 1989, ha utilizzato 25 milioni di dollari provenienti dal traffico di stupefacenti per acquistare tre appartamenti di lusso nella capitale, Ciudad de Panama. Tutto attraverso banche francesi nel paese centroamericano.
Nel 1992, a seguito della condanna per traffico di stupefacenti, è stato rinchiuso in un carcere della Florida: il Federal Correctional Institution. Il 9 settembre 2007 ha estinto la pena, ma è rimasto nel carcere per impedire, assieme ai suoi avvocati, che venisse eseguita la richiesta di estradizione dettata dalla giustizia francese che lo avrebbe condannato dietro le sbarre per altri dieci anni e, forse, ad essere imputato in un nuovo processo. Per evitarlo i suoi avvocati hanno sostenuto che, avendo compiuto la sua condanna negli U.S.A., Manuel Antonio Noriega avrebbe dovuto essere rimandato a Panama, dove, tra l'altro, i suoi familiari lo attendevano con tanto di festa di bentornato. Anche qui, in realtà, gli è stato fatto un processo in contumacia nel quale Noriega è risultato colpevole, stavolta per assassinio, tortura, furto e corruzione, e condannato a 60 anni. Ma, in caso tornasse, ipotesi che non renderebbe felici molti panamensi, li dovrebbe scontare ai domiciliari, data l'età.
Oggi, la Corte Suprema degli Stati Uniti, invece, ha deciso che il settantacinquenne ex capo di stato, detto "cara de piña", può essere estradato in Francia come, tra l'altro, già stabilito dal Tribunale Federale d'Appello della Georgia che aveva esaminato il caso. Questo senza che vengano violati i suoi diritti di prigioniero di guerra stabiliti dalla Convenzione di Ginevra. Ora si attende la firma dell'autorizzazione all'estradizione di Manuel Antonio Noriega da parte della Segretaria di Stato, Hillary Clinton.
La settimana scorsa, era stata la magistratura tedesca a chiedere l'estradizione per un altro dittatore della storia recente latinoamericana. Quel Jorge Rafael Videla a capo della Junta militar argentina.

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