Culiacán: arrestato Carlos Beltrán Leyva, fratello del Jefe de jefes

carlos-beltran-leyvaNuovo colpo al cártel de los Beltrán Leyva. E’ di oggi la notizia dell’arresto da parte della Policia Federal di Carlos Beltrán Leyva, quarantenne, fratello di Arturo Beltrán Leyva, alias El Barbas o El jefe de jefes. Quest'ultimo era stato ucciso a metà dicembre in un conflitto a fuoco con militari della Infantería de Marina de México, a Cuernavaca, stato di Morelos. L’arresto di Carlos Beltrán Leyva è avvenuto nella città di Culiacán, stato di Sinaloa, il 30 dicembre, quando, durante un controllo, questi ha presentato una patente di guida a nome di Carlos Gámez Orpineda. A seguito di controlli da parte del Centro de Inteligencia de la Policia Federal la patente si è rivelata falsa. Su Carlos Beltrán Leyva era stato emesso un mandato di cattura nel 2008. Gli agenti che lo hanno arrestato, hanno anche sequestrato tre armi, caricatori, cartucce e tre telefoni cellulari. E' stato poi trasferito a Ciudad de Mexico. Non era uno dei candidati a guidare il cártel de los Beltrán Leyva, come invece sembra essere un altro fratello, Héctor Beltrán Leyva, alias El Hache o El Ingenero, che secondo documenti in mano al governo messicano, risiederebbe ad Acapulco. Altro candidato al vertice è Mario Alberto Beltrán Leyva, alias El General, mentre l’ultimo fratello, Alfredo, è in carcere da due anni.
Fatto sta che, nonostante l'arresto, il cártel Beltrán Leyva continua ad essere una organizzazione criminale tanto sanguinaria quanto tecnologicamente sofisticata. Gode della protezione dei comandanti delle forze dell’ordine che dovrebbero, invece, stanarli. E’ la forza della corruzione e del denaro. Quel denaro, frutto del narcotraffico che permette ai capi del cártel di vivere relativamente in tranquillità, protetti anche da un sistema di intelligence e di un esercito di sicari pesantemente armati denominato Los Negros. In undici stati (provincias) messicani i Beltrán Leyva fanno da anello di congiunzione tra i produttori di stupefacenti, i cartelli della Colombia, e i distributori al dettaglio situati negli Stati Uniti. Lo fanno dal 1997, anno della morte di uno dei più noti narcotrafficanti dell’epoca: Amado Carrillo, esponente del cártel de Juárez. Dopo una guerra con cartelli concorrenti, hanno occupato anche l’area di Ciudad Juarez – El Paso, frontiera da cui passa gran parte degli stupefacenti con destino Stati Uniti. L’arresto di Carlos Beltrán Leyva è un altro tassello verso l’indebolimento del cártel, ma certamente non il colpo di grazia.


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