Plus Ultra, oltre il Barocco. Segni d'identà nell'arte latino-americana

plus-ultra-oltre-il-baroccoAl termine del percorso espositivo della mostra "Inca, origine e misteri delle civiltà dell'oro", nello stesso periodo (4 dicembre 2009 - 27 giugno 2010) e sempre al Museo Santa Giulia di Brescia, è possibilie visitare un'altra mostra: "Plus Ultra, oltre il Barocco". Nella parte inizaile dell'esposizione, divisa in quattro sezioni, sono esposte novanta tele dell’arte coloniale barocca, dipinte dall'artista colombiana Olga de Amaral, nativa di Bogotà, classe 1932. "Plus Ultra", nelle intenzioni del Comune di Brescia, intende ripercorrere i passi che, nell’ambito dell’arte e della creatività, hanno portato all’attuale fisionomia culturale dei paesi che si estendono a sud del Rio Grande. Nel corso di quattro secoli l'influsso dei modelli europei sull'arte latinoamericana si è andato attenuando. Tuttavia esso è ancora ben visibile nel Barocco coloniale, il fenomeno artistico e spirituale più rappresentativo del non facile rapporto fra Nuovo e Vecchio Mondo. Infatti, in seno al Barocco americano, accanto ad inconfondibili impulsi espressivi indigeni e creoli, è riconoscibile l'impronta spagnola. "Plus Ultra" dedica grande spazio all'arte intesa come “fabbrica d'identità”, un tema finora trascurato in Italia, giacché è proprio questa funzione formativa la caratteristica saliente dell'arte latino-americana. Attraverso un elevato numero di capolavori non solo barocchi, la mostra intende far convergere l'attenzione dei visitatori sull'arte, come realizzazione individuale e sociale: ciò per permettere loro di avvicinarsi al mondo latinoamericano senza pregiudizi e mitizzazioni. plus-ultra-oltre-il-barocco
L’esposizione, presenta opere su tela che esemplificano l’originalità e il livello raggiunto dall’arte religiosa nell’America coloniale. Sono relative al Barocco latinoamericano, esposte per la prima volta in Italia, giungendo fino al periodo Neobarocco. Curata da Giorgio Antei, è la naturale continuazione storica, dunque, della mostra sugli Inca: quando la loro civiltà si spegne, s'accendono i colori dorati delle opere pittoriche barocche. La mostra inizia con una dozzina di pannelli dorati, formati da fili intrecciati che si uniscono a formare immagini relative alla conquista dell’America e alla scomparsa del mondo precolombiano, per arrivare a riunire una cinquantina di grandi quadri incorniciati, realizzati da artisti espressione del Barocco latinoamericano in Spagna, Messico, Guatemala e Colombia. In particolare dal Museo del Virreinato, la Pinacoteca de la Profesa, il Museo de la Basilica de Guadalupe, il Museo de Arte Colonial, la Catedral, la Iglesia de la Merced, il Museo de Arte Colonial, la Iglesia Museo de Santa Clara ed il Museo de America. Si divide in quattro sezioni:
  • L’invenzione dell’America. Percorsi allegorici fra il Vecchio e il Nuovo Mondo
  • Le vergini contese. L’arte barocca come espressione di spiritualità e progetti nazionali
  • Rinascita indigena. L'eredità precolombiana, gli indios e la realtà creola
  • Immagini in corso. Visioni contemporanee.
Elementi del barocco europeo si fondono con quelli autoctoni che esprimono la passione per la fede, offrendo risultati originali e sorprendenti. Una mostra in cui devozione, venerazione e sentimento religioso diviene oggetto di arte pittorica, trasformandosi in immagini enfatizzate di impattante significato. Opere scultoree su legno e avorio completano l'offerta destinata a chi vorrà entrare nelle stanze della mostra, che riunisce un totale di centocinquanta pezzi unici.

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