Letteratura: José Emilio Pacheco, Premio Cervantes 2009

José Emilio Pacheco merecía el premio Cervantes desde que nació. Quiero decir que es un poeta nato. Lo conocí cuando era un joven de diecisiete años, y viendo su obra retrospectivamente creo que desde su primer poema es un gran poeta y que su último poema es el primero que escribió. Quiero decir que José Emilio Pacheco representa una asombrosa continuidad de la obra. Esta obra está escrita en nuestra lengua, el castellano, y añade a su gloria. Pero la obra de Pacheco es una obra universal, y participa de la gloria de las letras de todos los tiempos.

(Carlos Fuentes)

Ho lasciato che fossero queste poche righe scritte da Carlos Fuentes, suo connazionale, scrittore come lui, ad introdurre José Emilio Pacheco, vincitore del premio di letteratura Miguel de Cervantes 2009. Un uomo il cui nome va scritto con lettere maiuscole perchè maiuscolo è il suo apporto alla letteratura latnoamericana. Il ministro spagnolo de Educaciòn y Cultura, Ángeles González-Sinde, lo ha annunciato così:



Nel 2009 il poeta, saggista, giornalista, ricercatore, professore universitario, traduttore, curatore di collane letterarie ha compiuto settanta anni. A me sembra ieri quando, nel maggio scorso, scrivevo della vittoria del Premio Reina Sofia de Poesía Iberoamericana. Quando sul sito Youtube guardavo un filmato in cui una giornalista gli domandava se, dopo il Reina Sofia, pensasse di vincere anche il Cervantes. Ipotesi che il nativo di Città del Messico negava con fermezza. Non che sia pessimista di carattere, Pacheco, ma una volta dichiarò: "Escribo sobre lo que veo, y lo que veo no es para sentirse optimista. Ahora hay un nuevo matiz que no existía antes, una crueldad nueva". Il riferimento era chiaro: la realtà che vede è quella messicana, sempre intrisa di violenti fatti di cronaca a cui risulta difficile abituarsi. "Ahora aparecen los niños quemados vivos o hombres decapitados al que sacan los ojos. Es monstruoso. Es de una impotencia terrible. Yo creo que no soy pesimista, que con los seres humanos me quedé corto", ha spiegato. Il fatto è che Pacheco è un fantastico scrittore della vita quotidiana, tremendamente umano nella sua scrittura, tanto semplice quanto efficace. Lui, che il lavoro della scrittura lo porta avanti da casa sua, lontano da occhi indiscreti. Non scrive per vendere libri, né per ricevere onorificenze. Scrive per il fatto stesso di scrivere, come ha magistralmente espresso in queste righe:

A QUIEN PUEDA INTERESAR

Que otros hagan aún
el gran poema
los libros unitarios
las rotundas
obras que sean espejo
de armonía

A mí sólo me importa
el testimonio
del momento que pasa
las palabras
que dicta en su fluir
el tiempo en vuelo

La poesía que busco
es como un diario
en donde no hay proyecto ni medida

La notizia della nomina è giunta allo scrittore per telefono, ieri mattina, mentre si trovava in Messico alla Feria Internacional del Libro di Guadalajara. Subito il poeta ha chiarito che questo premio non va solo a lui, ma a tutta la narrativa messicana, quella stessa letteratura che non esce spesso dalle frontiere nazionali. Del suo Messico ha scritto:

ALTA TRAICION

No amo mi patria.
Su fulgor abstracto
es inasible.
Pero (aunque suene mal)
daría la vida
por diez lugares suyos,
cierta gente,
puertos, bosques de pinos,
fortalezas,
una ciudad deshecha,
gris, monstruosa,
varias figuras de su historia,
montañas
y tres o cuatro ríos.

Nel dichiararsi sorpreso dell’assegnazione del Premio Cervantes, ha sottolineato come sia per lui terribilmente stancante celebrarlo. Pacheco è infatti, persona timida e riservata, restia alle grandi masse e non abituato alla luce dei riflettori. Anche le interviste non gli vanno a genio, sebbene dotato di un senso dell’umorismo, una cultura e una capacità linguistica invidiabili. Non a caso e non da oggi, è detentore con merito di numerosi premi. Sono il riconoscimento al maestro che, una volta, rivolgendosi ad un gruppo di ragazzi, aspiranti scrittori, disse: "Lo primero que tienes que hacer es elegir si quieres ser escritor o ser famoso, porque las dos cosas son incompatibles".

4 commenti:

  1. Viva México y sus poetas encantadores. Viva Don José Emilio Pacheco.

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  2. Pacheco es un ejemplo como escritor, poeta, y como persona, por su manera de ponerse y hablar en las entrevistas con la prensa. Hasta ponto, Corrado

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  3. Oh, sí. Por fin se le presta un poco de atención a quien lo merece. En horabuena, por el maestro José Emilio.

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  4. Pepa Perez Ricote15 dicembre 2009 11:00

    Enhorabuena al ganador del Cervantes,su discurso de agradecimiento fué precioso y la foto familiar con hijos y nietos muy enternecedora,se vé que es buena gente.

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Nota

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