Il presidente Evo Morales vuole accelerare le riforme per una Bolivia nuova e più solidale

Per la prima volta in ventisette anni un presidente boliviano viene rieletto tramite voto popolare, arrivando al 62,5%. Il partito di governo, Movimiento al Socialismo (MAS), ha ottenuto ventiquattro senatori su un totale di trentasei. Ottantaquattro sono i deputati. Dopo i suoi primi quattro anni di governo, il MAS ha aumentato il proprio numero di rappresentati anche nelle regioni tradizionalmente ostili, governate all’opposizione: concretamente è passato da 9 a 11 a Santa Cruz, da 1 a 6 a Beni, da 1 a 4 a Pando, da 4 a 6 a Tarija. Al contrario l’opposizione non ha più alcuna rappresentanza al Senato nelle regioni di Oruro, Potosì e La Paz. I candidati dell’opposizione hanno coinciso nell’affermare che è stato un errore non presentarsi uniti.
Morales ha ottenuto la maggioranza dei voti anche in tre dei quattro paesi dove votavano i boliviani all’estero: Argentina, Brasile e Spagna. Negli Stati Uniti a vincere è stato, invece, Manfred Reyes Villa. Gli osservatori internazionali, 4272 persone, hanno sottolineato la trasparenza del processo elettorale. Quando il Movimiento al Socialismo (MAS) si presentò per la prima volta, nel 2002, ottenne il 20,94%, dunque l’appoggio al MAS è cresciuto di quarantuno punti negli ultimi anni. Dopo aver vinto quella che era l’unica vera sfida che si prospettava in queste elezioni, quella del Senato appunto, dato che la sua rielezione era data per scontata da mesi, Evo Morales spingerà sull’acceleratore delle riforme. Lo ha detto lunedì dal balcone di Plaza Murillo, con le parole “…tenemos la enorme responsabilidad de profundizar, de acelerar este proceso de cambio…”. Detto e fatto. Nella riunione iniziata ieri sera a Huatajata, nei dintorni del Lago Titicaca, che si concluderà nel fine settimana, saranno presentati i progetti di legge per le autonomie indigene, la riforma elettorale e quella giudiziaria. Ministri, viceministri, direttori di imprese statali, discuteranno di industrializzazione, sviluppo economico, produttività, telecomunicazioni. Per Evo Morales l’appuntamento importante è fissato per il ventidue gennaio, quando riceverà ufficialmente nelle sue mani il mandato, da parte della Asamblea Legislativa Plurinacional. “Estamos comprometidos con la política social y, por lo tanto, insistiremos en desarrollar políticas de protección social, tenemos un gran compromiso de mejorar la cobertura, la calidad y la eficiencia de los servicios de telecomunicaciones, los ampliaremos. Trabajaremos en educación, medio ambiente y seguridad. También tenemos compromisos fundamentales respecto a la generación de empleo y seguridad pública”, sono state le sue parole prima dell’inizio della riunione.
In una conferenza stampa ha anche presentato e spiegato la nuova Ley de investigación de fortunas, con cui saranno indagate le provenienze di ricchezze sospette e ottenute in maniera fraudolenta. Il ministro di Transparencia Institucional y Lucha contra la Corrupción, Nardi Suxo, ha spiegato che chi ha lavorato onestamente, sudando i propri averi, non ha nulla da temere da questa legge.
Il presidente Evo Morales ha altresì affermato di non essere in cerca della seconda rielezione quando terminerà questo mandato, con le parole: “Si hacemos una interpretación cabal de la Constitución, es una elección y una reelección, eso dice la Constitución, por tanto eso se aplica. Sin embargo, en el caso mío nunca he pensado en la reelección, ni pensaba ser Presidente, aunque estoy creyendo en los sueños”. L’articolo 168 della Costituzione recita: “El período de mandato de la Presidencia o del Presidente y de la Vicepresidencia o del Vicepresidente del estado es de cinco años, y pueden ser reelectas o reelectos por una sola vez de manera continua”.

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