Elezioni in Uruguay: José “Pepe” Mujica presidente

elecciones-presidenciales-uruguayOltre il 90% degli aventi diritto a voto si sono recati ieri alle urne, raggiungendo una delle percentuali più alte al mondo. Col 52,6% dei consensi, José Antonio “Pepe” Mujica, è stato eletto presidente dell’Uruguay. Succede al suo compagno di coalizione, Tabaré Vázquez. Il Frente Amplio, gode anche della maggioranza nelle due camere: Congreso e Senado. La presidentessa della camera alta è quella Lucia Topolansky, moglie di Mujica, davanti alla quale il neopresidente giurerà nel marzo prossimo, mese in cui entrerà effettivamente al potere. Quello che ha portato l’ex guerrigliero dei Tupamaros alla vittoria, è un voto di continuità nel segno del centrosinistra e della politica sviluppata finora. Conserva, per così dire, nella schiena un proiettile che la chirurgia non ha potuto estrarre. Resta lì, come un segno, un ricordo della linea che ha seguito in gioventù. L’altro candidato, quello del Partido Nacional, Luis Alberto Lacalle, fermo al 43,3%, ha riconosciuto la sconfitta appena un’ora dopo la chiusura dei seggi, qualificando i suoi elettori come “soldati della libertà”. elecciones-presidenciales-uruguay
Nel discorso di ringraziamento alla folla festante che lo applaudiva ha esorsito dicendo che questo è un mondo al contrario. Perchè sul palco dovrebbe esserci il popolo e i politici dovrebboro stare ad applaudirlo. In queste elezioni non ci sono nè vincitori nè vinti, ha aggiunto, perchè anche nei giorni di gioia non bisogna mai insultare e offendere chi ha votato un altro partito. Domani la patria continua. Ha parlato, poi, di tutti i leader dei popoli dell'America Latina si sono congratulati con lui per la vittoria.
Mujica, che durante la dittatura ha passato quindici anni in un durissimo regime carcerario, ha ribadito la volontà già espressa di arrivare ad una condivisione di posizioni con l’opposizione, il Partido Nacional e il Partido Colorado, su alcuni, importanti temi quali, ambiente, istruzione, energia e sicurezza. “Dobbiamo avere le orecchie dritte ed ascoltare quanti non concordano con noi”, ha detto Mujica, aggiungendo che “l’era della responsabilità che inizia ora, non parte da zero, ma quanto è stato fatto fino ad oggi”. Chiaro il riferimento agli obiettivi raggiunti dal suo predecessore. "El compromiso es con todos los uruguayos, compromiso de una lucha que es de integración del país", ha aggiunto. Ha poi parlato del cambio climatico, e della sicurezza, causata dalla povertà. Se non si parte dal miglioramento delle condizioni di vita dei poveri, ha spiegato, non ci sarà soluzione al problema sicurezza.
Diverrà ufficialmente presidente dopo la cerimonia di investitura del 28 febbraio 2010.
Intanto nel Partido Nacional, inizia a scricchiolare la posizione del sessantanovenne sconfitto Luis Lacalle, di cui alcuni compagni di partito vorrebbero la sostituzione. Relativamente ai rapporti con l’opposizione, Mujica incontrerà oggi alle 19, Pedro Bordaberry, del Partido Colorado e giovedì 3 dicembre, i rappresentanti del Partido Nacional. Queste elezioni saranno ricordate anche per il forte maltempo che le ha accompagnate, specie nelle zone di Salto, Paysandú, Tacuarembó e Artigas, fino alle ultime ore di ieri sera, quando una schiarita nel cielo di Montevideo ha permesso ai partidarios del Frente Amplio di festeggiare nelle strade vicine al letto del Rio de la Plata. A causa del maltempo il conteggio dei voti è giunto al 98,95% e sarà completato solo questa sera, dato che non è ancora stato possibile trasportare via aerea dalle zone più colpite alcune urne contenenti voti, comunque ininfluenti per il risultato definitivo. elecciones-presidenciales-uruguay
Nel commentare le elezioni, l’attuale presidente Vázquez ha sottolineato che "Nuestras elecciones tienen importancia, sobre todo cuando hay otras en países de la región, como Honduras, donde fueron impuestas por un gobierno no legal. Aunque parezcan elecciones similares, no lo son, están en polos opuestos". Nelle stesse ore, infatti, i seggi erano aperti anche nell’Honduras del golpista Micheletti, protetti da forti misure di sicurezza per il governo, (o insicurezza per i cittadini, guardando l’altra faccia della stessa medaglia). L’Uruguay, come l’Argentina, il Brasile e altri paesi dell’area latinoamericana, ha annunciato nei giorni scorsi che non riconosce il vincitore uscito dalle urne delle elezioni in Honduras, Porfirio Lobo.
Intanto, tra sette giorni saranno i cittadini della Bolivia a scegliere se affidare o meno il paese nelle mani di Evo Morales per altri cinque anni. Mentre per il tredici decembre è previsto il primo turno delle elezioni presidenziali in Cile.

2 commenti:

  1. Gustavo - Montevideo2 dicembre 2009 02:23

    Very accurate report, congratz.
    It's difficult to find this kind of material outside South America.-

    Good job.-
    BTW, nice pic, I was there.-
    Regards.-

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  2. Gracias por visitar mi blog, Gustavo, hasta pronto.

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