Mujica vs Lacalle, parte II. Domenica, ballottaggio delle elezioni presidenziali in Uruguay

Presidenziali, legislative e due referendum, di cui uno abrogativo per la legge sull’amnistia dei crimini della dittatura. Il 25 ottobre scorso è stata una domenica cruciale per L’Uruguay. Partiamo dalle presidenziali, per le quali si sfidavano diversi candidati tra cui, il favorito, Josè Alberto Mujica, ex guerrigliero tupamaro, nato il 20 maggio del 1935 a Cordano (Montevideo). Ha passato in carcere tutto il periodo della dittatura, dal 1973 al 1985. Per tutti, ma proprio tutti, è “Pepe”. E’ stato candidato dalla coalizione di centrosinistra Frente Amplio, fondata il 5 febbraio del 1971 da Líber Seregni e attualmente al governo del paese con Tabaré Vázquez. Lo sfidante, è Luis Alberto Lacalle, 68 anni, del Partido Nacional, già Presidente tra il 1990 e il 1995. Al primo turno, a cui ha partecipato il 90% degli aventi diritto, Mujica non ha superato ha ottenuto il 47,4% dei voti, cosa che ha decretato l’esigenza di realizzare il ballottaggio, in programma domenica prossima. Luis Alberto Lacalle ha ottenuto il 28,5%. Ma il 25 ottobre due risultati definitivi sono arrivati: bocciato il referendum abrogativo per la Ley de Caducidad, sull’amnistia dei crimini della dittatura che vieta i processi contro i militari rei, negli anni della dittatura, di crimini contro l’umanità. Contro questa legge erano scesi in piazza decine di migliaia di uruguayani poche ore prima dell’apertura dei seggi, al primo turno. Ma il sì, si è attestato al 47,3%. Bocciato anche il secondo quesito che proponeva l’istituzione del voto per corrispondenza agli uruguayani all’estero.
Passando a questi ultimi giorni di campagna elettorale, una attenzione particolare la accaparrano i sondaggi. L’agenzia Factum ha pubblicato oggi una proiezione d’intenzioni di voto che accredita al Frente Amplio (F.A.) il 51/52% dei voti e al Partido Nacional, il 44/45%, ma la cosa interessante è la percentuale con cui gli interrogati si dichiarano certi della vittoria del binomio “Pepe” Mujica - Danilo Astori: l’81%. In una chiacchierata a Radio El Espectador, Óscar Bottinelli, direttore di Factum, ha sottolineato come la grande maggioranza dei cittadini siano convinti che vincerà Mujica, al di là delle loro intenzioni di votarlo o meno. Disarmante la percentuale, il 13%, che crede possa vincere l’altro binomio: Luis Alberto Lacalle - Jorge Larrañaga, del Partido Nacional (P.N.). La sfiducia nella vittoria, spiega Bottinelli, è maggioritaria persino tra gli elettori di centrodestra del P.N.: i blancos, come vengono chiamati. Stessa storia per gli elettori del Partido Colorado: oltre il 70% del loro elettorato dà per certo Mujica come presidente dell’Uruguay. I toni della campagna elettorale, a differenza di quelle a cui siamo abituati al di sotto delle Alpi, non hanno trasceso nel gossip, né nell’attacco personale, né nella celebrazione del personalismo. Ci sono stati momenti di vivace scambio politico quando Lacalle ha parlato del passato da terrorista per Mujica e questi ha risposto classificandolo come un “patrizio” che non conosce i bisogni della gente normale. Tuttavia, il Frente Amplio ha giocato d’astuzia, mantenendo i toni soft e difendendo il vantaggio. Non solo Factum, tutti gli altri istituti d’inchiesta del paese lo danno vincente, anche se di poco, con il Partido Nacional non oltre il 46%. Ma c’è da sottolineare che il candidato del centrodestra è quello che è cresciuto di più nelle intenzioni di voto negli ultimi tempi. Ai suoi votanti, infatti, si sono prevedibilmente uniti quelli che al primo turno hanno votato Pedro Bordaberry, del Partido Colorado. Incerto ma determinante anche il voto di quanti hanno scelto i partiti minori, sopreattutto il Partido Independiente, che non hanno espresso una chiara indicazione di voto.
Da ricordare che nel ballottaggio del 1999 tra Tabaré Vázquez, del Frente Amplio, che partiva in vantaggio, e Jorge Batlle, del Partido Colorado, fu il secondo a vincere, perchè votato dai "vicini di casa" del Partido Nacional. Nelle scorse elezioni invece Vázquez vinse al primo turno. Nulla è certo. Agli elettori, quindi, la sentenza: Mujica o Lacalle? Domenica sera sapremo chi sarà il nuovo presidente dell'Uruguay.



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