Istruzione e sanità. Due degli obiettivi di cui si occupa la Fondazione Funima in Argentina

las-cuevasNon è stato semplicissimo trovare la loro sede, specie perché alle 18:00, quando arrivo davanti al loro cancello, la notte ha già inghiottito le campagne elpidiensi. Ad accogliermi trovo Barbara Drago, responsabile dell’ufficio stampa e Giovanni Bongiovanni, i quali mi spiegano che la Funima International è nata 4 anni fa dall’incontro tra l’ex imprenditore agricolo, oggi “il missionario delle Ande”, Raul Abel Bagatello e Giorgio Bongiovanni, padre di Giovanni e fondatore nonchè direttore della rivista Antimafia Duemila.
L’associazione è presente in tre paesi: Argentina, Uruguay e Paraguay, mi spiegano. Relativamente all’Argentina, opera in una zona grande approssimativamente 4000 chilometri quadrati, con notevoli problemi di comunicazione. Quattro le regioni coinvolte: Jujuy, Salta, Catamarca e Cordoba. Funima si occupa di due cose: primo, sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sulle problematiche delle popolazioni indios delle Pre-Ande e delle Ande centro settentrionali del paese, organizzando conferenze, incontri, concerti; secondo, raccogliere fondi da impiegare in progetti di aiuto alle popolazioni di alcuni villaggi.
Meglio realizzare progetti piccoli e pratici, che possano essere operativi in qualche anno, dice Giovanni, piuttosto che grandi opere che rischiano di rimanere incompiute. Per avere un quadro chiaro della situazione nelle aree d’intervento e dei risultati raggiunti, hanno recentemente deciso di partire per l’Argentina. Così dal 4 al 22 ottobre, loro e gli altri volontari si sono recati in loco per raccogliere dati sui risultati raggiunti e informazioni utili a pianificare i progetti futuri. A Las Cuevas, provincia di Salta, a 3200 metri di altitudine, ad esempio, hanno realizzato un centro di oltre 400 metri quadri destinato ad accogliere ed educare minori, accompagnati, a volte, dalle relative madri. Qui, infatti, nel campo dell’istruzione, non esiste divisione tra le classi per i bambini di diversa età, pertanto è molto difficile per le maestre creare un piano di studio specifico per ogni fascia di età, equivalente alle nostre scuole elementari e medie. Grazie all’intervento di Funima, ora, vi sono maestre in grado di impartire un doposcuola che aiuti a migliorare l’educazione di bambini e giovani. Altro problema evidenziato da Giovanni e Barbara è quello sanitario, in quanto la sanità non esiste. Diversi villaggi condividono lo stesso centro medico, che risulta essere poco più di una stanza, visitata una volta al mese da un medico generico, il quale, a pagamento, effettua visite specialistiche per le quali non ha alcuna abilitazione: ad esempio parti, operazioni di odontoiatria o chirurgiche. Il risultato ottenuto dall’associazione è stato quello di aver aperto un centro medico disponibile diversi giorni a settimana con personale formato e specializzato, che offre visite gratuite.
Giovanni mi parla anche del lavoro in Paraguay tra la città di Villeta e la capitale Asunción, dove la Funima distribuisce abiti e scarpe donati da varie aziende. Lascio la loro sede sicuro che quanto scriverò sarà solo un minimo riassunto di quanto si potrebbe scrivere, di quanto si potrebbe raccontare, del microcosmo di storie di vita e di racconti di esperienze che potrebbero emergere.
Il 5 dicembre a Pordenone, presso l’Auditorium Concordia si svolgerà la quarta edizione del Funima Day, a cui parteciperà anche il presidente della fondazione, Raul Abel Bagatello.

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