Dalle Ande alle colline del Fermano. Cosa è e cosa fa l'Associazione Funima International Onlus


Nel 1999, Raúl Abel Bagatello, modesto imprenditore argentino della città di Córdoba, e discendente di migranti italiani, decide di cambiare vita per dedicarsi ai più poveri tra i poveri: i bambini della Cordigliera delle Ande, che vivono in completo isolamento e in estreme condizioni di degrado fisico, psichico e morale. Gli sguardi spenti, i volti segnati dal freddo rigidissimo, toccano il suo cuore. Raúl lascia l'attività nelle mani dei suoi operai e si trasferisce con la famiglia all'interno dell’Argentina, fondando, con 36 bambini, la Fundación Los Niños del Mañana, Fu.Ni.Ma. Grazie al coinvolgimento dei primi volontari, che con lui avviano la creazione di mense, chiamate comedores, la Fundaciòn Fu.Ni.Ma. ha un obiettivo: sollevare dall'indigenza le comunità più povere, rifugiate in villaggi di capanne, costruite con fango e terra e situate a 4.000 metri di altitudine, ben lontani dalle vie di comunicazione.
L’ infanzia negata ai bambini delle Ande è il centro del pensare e dell'agire dei volontari che uniscono i loro sforzi a quello di Raúl, puntando verso lo stesso obiettivo.
L'ex imprenditore argentino, diventato con gli anni "missionario delle Ande", conosce Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista Antimafia Duemila, il quale trasferisce ad alcuni giovani che collaborano con lui, il dissenso e la preoccupazione per il diritto alla vita negato a tanti bambini. Un viaggio in Italia di Raúl Bagatello suggella, il 25 maggio 2005, la nascita dell'Associazione Funima International Onlus, con il preciso obiettivo di creare un ponte di solidarietà con la Fondazione argentina attraverso iniziative di beneficenza. La Funima International ha oggi sede a Sant’Elpidio a Mare, provincia di Fermo, e il presidente è lo stesso Raúl Bagatello. funima
Oggi grazie all'impegno congiunto dei responsabili in Argentina e in Italia si è in grado di raggiungere, accogliere, assistere e sfamare circa 1500 bambini. Una risposta umile ma concreta ad una vergogna che il mondo civile non può più accettare. A tutti i bambini, al di là del colore della pelle e della religione, deve essere garantita pari dignità rispetto a coloro che vivono nella società del benessere.
Dal 27 maggio 2007 Funima International è socio del CIPSI, Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale, che raggruppa 46 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale.
La beneficenza è lo scopo principale, reso possibile dalla preziosa opera dei collaboratori, vero punto di forza dell'associazione. Con i fondi si realizzano iniziative solidali di ogni genere, quali progetti di solidarietà mirati alle necessità di sostegno e di sviluppo in loco, diversi e specifici rispetto all'area di intervento. In Italia Funima è impegnata in una attività di sensibilizzazione organizzata tramite incontri, convegni, campagne, con il fine di informare l'opinione pubblica. Elemento vitale per la realizzazione dei progetti e degli eventi è la continua collaborazione con altre realtà associative, enti e fondazioni.
In Argentina, Funima International, dispone di 8 comedores, dislocati tra le regioni di Cordoba, Catamarca, Salta e Jujuy. I bambini fino a 13 anni le raggiungono a piedi, da soli o accompagnati dalle loro mamme, spesso giovanissime. Per il camminare sul suolo pietroso consumano frequentemente le scarpe, già malandate. Non è raro vederli arrivare con le calzature squarciate ed i piedi feriti. Esistono i centri di distribuzione: dei ritrovi costruiti nelle zone più interne del paese dove ogni 15 o 20 giorni alimenti, medicine, scarpe e vestiario vengono consegnati a coloro che non possono raggiungere i comedores. Queste aree geografiche sono considerate particolarmente inospitali per il clima, dato che le temperature oscillano dai 20 gradi sotto zero di Santa Rosa de Tastil, ai 50 sopra lo zero di Chancanì. Altro problema è l'altitudine che raggiunge i 4.300 metri sopra il livello del mare e la totale assenza di vegetazione oltre alla completa mancanza di servizi e di assistenza sanitaria. La gente vive in piccoli villaggi, le abitazioni sono costruite con terra e pelli, priva di elettricità e acqua potabile. Non esistono ospedali, ma un'unica ambulanza per l'intero, vastissimo, territorio, donata da una famiglia italiana. L’associazione realizza progetti anche in Uruguay e Paraguay.

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