Quella sinistra fiamma che illumina la notte. Violento incendio in una raffineria di Puerto Rico

esplosione-porto-ricoAlle 12:30 di ieri, undici cisterne di deposito carburante della Caribbean Petroleum Corporation (CAPETO), proprietà della Gulf, sono esplose in successione causando un incendio tramutatosi in enorme danno ambientale per la isla del incanto, come è definita Puerto Rico. L’istallazione petrolifera si trova a Cataño, municipio della costa settentrionale dell’isola chiamata la antesala de la capital. Le fiamme sprigionatesi, contro le quali hanno tentato di lottare i vigili del fuoco locali, erano visibili da grande distanza. I vetri degli appartamenti di Cataño e del quartiere costiero di San Juan Vieja hanno tremato e molte persone sono state evacuate e ospitate presso il Coliseo Roberto Clemente. A causa del denso fumo generatosi i cittadini sono ancora invitati a tener ben serrate e finestre. Danneggiata anche parte della vicina autostrada Pr 28 e ferita una donna di passaggio. Ancora poco chiare le cause dell’esplosione. A spiegare la situazione è stato il capo della Polizia, José Figueroa Sancha, che oltre a non ricordare un incendio di queste dimensioni nell’isola, ha annunciato la modifica della rotta d’atterraggio degli aerei in arrivo e in decollo presso il vicino aeroporto Luis Muñoz Marín della città di Carolina, confinante con la capitale San Juan. Al momento dello scoppio dodici impiegati lavoravano nell’impianto. Il capo dei pompieri, Pedro Vazquez, ha annunciato di aver controllato l’incendio anche se alcuni depositi continuano in fiamme. Tutti risultano salvi. Oltre che dalla capitale il fuoco era ben visibile da altre città di Puerto Rico come Carolina, Toa Baja, Bayamon e Guaynabo. Héctor O'Neill, sindaco di quest’ultimo centro, ha pronosticato un gran danno ambientale all’ecosistema isolano a causa della gran quantità di combustibile versato nell’oceano Atlantico. explosion-puerto-rico
L’incendio non si è fermato nella notte e, secondo ulteriori aggiornamenti del quotidiano El Nuevo Dia, sono diciasette le cisterne esplose, alcune delle quali fortunatamente vuote. Istallata una tuberia per estrarre acqua dall’oceano per estinguere le fiamme. Alcuni testimoni hanno detto di aver scambiato l’esplosione per un terremoto. I sismografi dell’isola hanno infatti registrato un movimento tellurico pari a quasi tre gradi della scala Richter. Nonostante siano state chiuse le scuole a Bayamon, nonostante sia stato consigliato a chi ha problemi di respirazione di non uscire di casa, molti si sono affrettati a far rifornimento di carburante, temendo di restare a secco. Il governatore Luis Fortuño ha però precisato che Puerto Rico ha riserve per almeno una settimana. Rimane alta la preoccupazione tra i vicini della raffineria. La Guardia Costiera statunitense ha imposto un cordone di sicurezza attorno all’area dei porti di San Juan e Bayamon. Durante le indagini sull'esplosione, si stanno valutando sia la pista dell’incendio doloso e volontario sia quella dell’incidente fortuito.

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