La Cuenca de El Mirador, nel nord del Guatemala, continua a regalare nuovi, preziosi tesori dell’archeologia Maya

Cinquantadue università di tutto il mondo hanno partecipato, nelle scorse settimane, alle ricerche nel sito archeologico di venticinque chilometri quadrati, denominato la Cuenca de El Mirador. Si trova nel dipartimento del Petèn. E’ uno dei dieci siti più antichi della civiltà Maya. Posto a nord del Guatemala, secondo ultime rilvazioni, nasconde ben quarantacinque città del periodo preclassico Maya, quello più antico, quello meno conosciuto, che va dal 500 a. C, al 300 d. C.. Ventisei sono state scoperte e nominate. Tra esse Nakbé, San Bartolo, Wakna', Tintal, Xulnal, Wiknal, Chan Kan, Paixbal, Naachtún, Dos Lagunas, La Muerta e La Florida. Altre giacciono occultate dalle colline, nascoste dalla terra, nell’attesa di venire alla luce con i loro edifici e manufatti, prive ancora di un nome. el-mirador
Dall’agosto del 2008, la Fundación Patrimonio Cultural y Natural Maya (PACUNAM), e il Global Heritage Fund hanno iniziato una serie di finanziamenti per proteggere e riportare alla luce il patrimonio culturale e archeologico guatemalteco. Il presidente della fondazione FARES, Foundation for Anthropological Research and Environmental Studies, il professor Richard Hansen, è il direttore responsabile del progetto archeologico “El Mirador”. Sostiene che da qualche tempo a questa parte il preclassico Maya non è più un periodo oscuro. Sono stati scoperti edifici importanti, mobili, manufatti, sculture dalle quali è possibile dedurre eventi storici che stanno cambiando molta della storia Maya fin qui raccontata. Richard Hansen aggiunge che in quel periodo vi erano una ricchezza e una capacità artistica fino ad oggi impensate. La grandezza di dieci delle città scoperte è perfino superiore a quello della turistica Tikal. A El Mirador è stata anche scoperta la più alta piramide mai costruita: La Danta. Sempre qui, la National Geographic Society, realizzò un documentario per la tv intitolato "El Amanecer de Los Mayas", candidato all’Óscar nel 2005, nel quale Richard Hansen ha definito El Mirador “la más antigua y más grande ciudad del mundo maya”. Ma la Cuenca del Mirador ha un nuovo, inaspettato nemico: i narcotrafficanti. Sono molti, infatti, gli incendi nella giunga tropicale provocati al fine di creare nuovi spazi per la coltivazione di coca. Per tutta risposta, il governo guatemalteco ha intenzione di costruire un grande parco per tutelare la ricchezza culturale e naturalistica dell’area del Mirador. Ma il problema endemico del Guatemala, come evidenziato anche nel post precedente, sono i finanziamenti.

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