Guillermo Arriaga: ovvero quando il cinema coinvolge il pubblico attraverso la forza dei sentimenti e la crudezza delle storie

Era il 1958 quando in uno dei più violenti quartieri di Ciudad de Mexico, nasceva Guillermo Arriaga. Il clima conflittivo che si viveva in quella parte della capitale messicana è testimoniato dalla rissa in cui Arriaga venne coinvolto all’età di tredici anni, a seguito della quale perdette l’olfatto. Lettore vorace, folgorato in gioventù dal romanzo di Hemingway “Il vecchio e il mare”, inizia a scrivere, pubblicando nel 1991 “Escuadron Guillotina” , seguito nel 1994 da “Un dulce olor a muerte” e nel 2000 da “Retorno 201”. Nei suoi primi testi punta a recuperare, indagare e celebrare il senso della morte, per fare, sostiene lui, un omaggio alla vita. Dalla collaborazione col regista Alejandro Gonzaléz Iñarritu, sviluppa nel 2000 l’idea del copione di “Amores perros”, cui seguiranno quelli di “Ventuno grammi” e “Babel”, a comporre una trilogia.
Sono storie intense e dolorose le sue. La costruzione e connotazione dei personaggi parte dalla descrizione delle loro passioni. Come scrittore crea intrecci coinvolgenti che stimolano le menti degli spettatori per non lasciarle passive fruitrici di immagini. La letteratura e la scrittura più in generale, permette di far nascere nella mente del lettore quelle domande che poi lo porteranno a compiere delle scelte e a realizzare dei cambiamenti.
In una intervista rilasciata a Canal 24 Horas durante la partecipazione al festival Vivamerica di Madrid, ha parlato della sua attività e della sua ultima fatica: “Lejos de la tierra quemada”, film di cui è regista oltre che sceneggiatore. Arringa ha lodato l’iniziativa Vivamerica, definito un festival che permette il dialogo tra paesi accomunati dalla medesima lingua, lo spagnolo, e attraverso cui capire quali siano i punti di vista degli uni sugli altri. Nelle sue sceneggiature la narrazione dei fatti e l’esposizione dei contenuti non è lineare e cronologica, ma collega tra loro diverse storie. Arriaga ottiene così una modalità peculiare, diretta e, a tratti, cruda di indagine dell’animo umano e dei conflitti che lo attraversano. Le sue storie nascono dagli eventi della vita reale, quotidiana che accadono nelle strade del Messico, in quanto, afferma, per lui non c’è nulla di più interessante. Lo scorso aprile Guillermo Arriaga è passato per Madrid al fine di pubblicizzare il film “Lejos de la tierra quemada”, (“The burning plain”, in Italia). Alla domanda sulle differenze tra l’essere sceneggiatore e l’essere direttore, ha risposto che il processo di scrittura è un atto solitario, mentre la regia richiede collaborazione, mediazione, accordo e dialogo con i colleghi. La sua riflessione lo porta poi ad esprimere una critica sulla situazione attuale, in cui si starebbe perdendo la capacità di creare personaggi e di raccontare storie. A suo giudizio c’è crisi di scrittori e questo causa la decadenza della qualità di quell’importante specchio della società chiamato cinema.
Oltre ai binomi morte/vita e odio/amore, altro elemento ricorrente nei suoi copioni è la frontiera. Il luogo dove qualcosa termina e qualcos’altro, diverso, comincia. Esempio è la striscia di terra tra Messico e Stati Uniti, nella quale il viaggiatore sperimenta un cambio tanto radicale e pregno di significato che gli risulta impossibile non restarne colpito. Arriaga è convinto che nonostante la vicina ed ingombrante presenza della potente macchina cinematografica degli Stati Uniti, in Messico sia ancora possibile sviluppare e produrre del buon cinema. Un regista i cui copioni non lasciano indifferenti. Film, i suoi, come piccoli tesori da scoprire per chi ancora non li conosce.

0 commenti:

Posta un commento

 

_

Nota

Diario Latino non rappresenta una testata giornalistica perchè è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, quindi, considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. L'autore non è un giornalista professionista e non è responsabile dei contenuti dei blog ai/dai quali è linkato. I commenti sono sottoposti ad approvazione. Diario Latino is licensed under Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License. Proibita la ripubblicazione su altri siti/blogs.

Licenza Creative Commons

Statistiche