Correa-Medvedev. Ovvero, la prima volta di un capo di stato ecuadoriano in russia

Il presidente ecuadoriano Rafael Correa, è volato ieri a Mosca in visita al suo omologo russo Dmitri Medvedev, con l’intenzione di intensificare la collaborazione in materia di sicurezza e difesa. E’ la prima volta di un capo di stato ecuadoriano in Russia. Rafael Correa, ha qualificato come storica questa visita nella sua conferenza stampa, in cui ha anche riassunto i risultati ottenuti con la firma della Declaración de Asociación Estratégica. Diversi i documenti firmati, i cui contenuti vanno dall’economia alla cultura, dal turismo all’educazione, dalla lotta al terrorismo a quella contro il narcotraffico. Un accordo riguarda l’uso pacifico dell’energia atomica, uno la vendita da parte dei russi allo stato sudamericano di due elicotteri Mi-17, costati ventidue milioni di dollari, secondo ilMinistro della Difesa ecuadoriano, Javier Ponce. L’Ecuador ha abolito l’obbligo del visto per i russi che intendano viaggiare al paese. Stessa operazione compirà presto la Russia, che ha intenzione di finanziare anche progetti destinati alla produzione di energia. Per questo il gruppo bancario Roseksimbank, l’impresa enegetica Inter Rao e la Idrotoapi hanno siglato una intesa per realizzare progetti idroelettrici.
Correa dal canto suo è interessato all’acquisto di mezzi civili e per le forze armate, camion dei pompieri, ambulanze, autobus e velivoli Su-30MK2. Sempre ieri, intanto, sono arrivati presso la base militare di Taura, negli hangar del Ala de Combate 21 de la Fuerza Aérea Ecuadoriana, gli aerei Mirage-50 donati all’Ecuador dal Venezuela. L’Ecuador è il terzo socio economico della Russia tra i paesi latinoamericani, superato solo dai giganti Brasile e Argentina. Si calcola che gli investimenti russi potranno toccare i duemilacinquecento milioni di dollari nel 2014. La stampa russa ha speculato sul fatto che Correa potesse parlare del riconoscimento delle repubbliche della Ossezia del Sud e Abbazia, imitando i suoi omologhi venezuelano e nicaraguese. Ma Correa ha chiarito che di questo non si è parlato. Ha infine condannato l’embargo statunitense contro Cuba, prendendo spunto dalla votazione dell’Assemblea delle Nazioni Unite di mercoledì scorso. “Da un presidente che ha recentemente ricevuto il Nobel per la pace ci saremmo aspettati di meglio”, ha commentato, riferendosi voto contrario degli U.S.A. alla risoluzione.
La Russia, da tempo impegnata in un consolidamento della propria presenza in America meridionale, è presente come osservatrice a diverse riunioni e assemblee, guarda con interesse ai processi socio-politici di integrazione della regione. L’ultima prova è la presenza del Segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolái Pátrushev, alla recente assemblea dei paesi dell’Alba, in Bolivia.

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