Affrontare il tema dell’esilio nell’Argentina della dittatura. Questo il punto di partenza del film-documentario “La Perdida”

La Perdida è un prodotto audiovisivo, po’ film, un po’ documentario, sull’Argentina della dittatura. Mette a fuoco un tema spesso tralasciato, o considerato marginale, da altre pellicole relative allo stesso periodo storico: quello dell’esilio. La dittatura non fu solo morte, tortura, e desaparecidos, ma anche obbligo, per alcuni, di abbandonare il paese natale. Diretto dallo spagnolo Javier Angulo e dall’argentino Enrique Gabriel, narra la profonda emorragia culturale e sociale che ha patito il paese sudamericano per colpa dell’esilio provocato dalla dittatura. Il film cerca di rispondere alla domanda, che cosa perde un paese quando un gran numero di persone è costretto ad andarsene, lasciando lì il suo passato e le prospettive di futuro. A causa della dittatura, dicono alcuni, in Argentina manca una generazione intera, cosa che non ha permesso al paese di decollare socialmente ed economicamente. Dieci le testimonianze di argentini esiliati illustri, intellettuali e artisti, tra cui lo scrittore Osvaldo Bayer, che parlano della difficoltà di vivere in sicurezza, pensare, scrivere e lavorare con la grande paura di essere puniti dal governo durante il biennio ‘75 – ‘76. L’esilio è una perdita biunivoca: sia per la persona che abbandona, sia per il paese che viene abbandonato. L’esiliato perde soprattutto la possibilità di contribuire allo sviluppo della propria patria. Patria che vede le menti, spesso le migliori, le più geniali e produttive, realizzare il loro lavoro in altri stati.
Il regista Javier Angulo ha spiegato che l’idea è nata al culmine della crisi del Natale del 2001, subito dopo le massicce proteste di piazza che hanno portato alla rocambolesca fuga in elicottero l’allora presidente De La Rua. In quel momento lui era a Buenos Aires, sperimentando tali eventi dal vivo. Il film è stato girato a New York, Washington, nel Districto Federal de Mexico, in Germania, Spagna, Francia e Argentina. Le quaranta ore di girato sono state riassunte in novantotto minuti di pellicola. Il cinema latinoamericano parte spesso dalla spinta a raccontare storie che affrontino problematiche sociali, politiche e culturali del continente. Un cinema che vuole provocare reazioni emotive nel pubblico. Purtroppo non ha ancora un apparato di distribuzione forte e stabile. Il documentario, in particolare, è un prodotto che ha molte difficoltà ad essere distribuito e proiettato. Per fortuna sono diversi i festival in cui presentare questo tipo di documentari e prodotti audiovisivi. La Perdida è stato infatti presentato alla cinquantasettesima edizione del festival del cinema di San Sebastian, realizzata tra il 18 ed il 26 settembre. Il suo debutto nelle sale spagnole è previsto per l’inizio di novembre. Al momento la data di proiezione in Argentina non è ancora stata stabilita.

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