Spagna: il messicano José Emilio Pacheco vince la XVIII edizione del premio di poesia iberoamericana “Reina Sofia”


Uno dei più prestigiosi premi letterari in castellano, dotato di un compenso pari a quarantaduemilacento euro, è stato assegnato al poeta nato a Città del Messico il trenta giugno del 1939, José Emilio Pacheco. Verrà pubblicato presto anche uno studio antologico sui suoi scritti. Il suo stile è stato definito moderno ma fedele alla tradizione classica, che unisce realismo, ironia, critica sociale a sentimenti amorosi. Il suo linguaggio sembra colloquiale ma in realtà risulta profondamente elaborato. Organizzata dalla Universidad de Salamanca e dall’ente Patrimonio Nacional, l’assegnazione del premio di poesia iberoamericana “Reina Sofia” ha sorpreso ed emozionato il poeta che il sei maggio, ha ricevuto la notizia nella sua residenza: in un Messico ancora frastornato dalle notizie relative alla gripe porcina e dalle misure anti diffusione. Dopo un momento di sorpresa, Pacheco ha descritto alla stampa il sentimento di impotenza che in questo pessimo momento della storia messicana molti suoi connazionali provano. Di fronte alle saracinesche abbassate dei negozi, alle porte chiuse dei cinema, alle tavole vuote dei ristoranti e bar, sebrava quasi di vivere in un film apocalittico. Lo stesso poeta ha dedicato alcuni dei suoi versi alla descrizione di un futuro nel quale personaggi che sembrano usciti da romanzi horror prenderanno possesso del potere e governeranno l’evoluzione dela civiltà. Pacheco, poeta, saggista e traduttore, è stato anche docente universitario. È un noto ammiratore dell’argentino Juan Gelman, di Gonzalo Rojas e di Antonio Gamoneda. essendo cresciuto negli anni cinquanta, alcuni letterati lo hanno paragonato con Octavio Paz per via del suo stile peculiare. Ha annunciato anche di aver già pronti per la pubblicazione tre libri: La edad de las tinieblas, Como la lluvia e Aproximaciones. In passato aveva già vinto numerosi premi: il Premio Nacional de Poesía, Premio Nacional de Periodismo Literario, Premio Xavier Villaurrutia, Premio Magda Donato, Premio José Asunción Silva, il Premio Octavio Paz, il Premio Federico García Lorca, e il Premio Iberoamericano de Poesía Pablo Neruda. Quest’anno a competere con Pacheco erano, tra gli altri, il nicaraguese Ernesto Cardenal e l’uruguayana Cristina Petri Rossi. Tra i passati vincitori del premio di poesia “Reina Sofia” vi sono nomi noti della letteratura quali Alvaro Mutis, Mario Benedetti, Juan Gelman, Antonio Gamoneda e Blanca Varela. Lo scorso anno vinse lo spagnolo Pablo Garcia Baena.
Di seguito propongo due poesie di Pacheco intitolate Aceleraciòn de la historia e Memoria

ACELERACIÓN DE LA HISTORIA

Escribo unas palabras
y al mismo
ya dicen otra cosa
significan
una intención distinta
son ya dóciles
al Carbono 14

Criptogramas
de un pueblo remotísimo
que busca
la escritura en tinieblas.

MEMORIA

No tomes muy en serio
lo que te dice la memoria.

A lo mejor no hubo esa tarde.
Quizá todo fue autoengaño.
La gran pasión
sólo existió en tu deseo.

Quién te dice que no te está contando ficciones
para alargar la prórroga del fin
y sugerir que todo esto
tuvo al menos algún sentido.

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