Risvegliare le coscienze, conoscere la storia argentina per non commettere gli stessi errori. Stefano Incerti presenta il film "Complici del Silenzio"

Dopo aver realizzato il film “L’uomo di vetro”, il regista Stefano Incerti torna a parlare dell’omertà in “Complici del silenzio”. Una pellicola girata in Argentina che, unendo calcio, amore e politica, sparge sale sulle ferite mai chiuse della dittatura di Jorge Videla. Siamo nel 1978, anno che in Italia è ricordato per il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro: un giornalista sportivo ed un fotoreporter vengono inviati da Milano a Buenos Aires per seguire i Mondiali di calcio. Oltre a lavorare hanno anche intenzione di divertirsi. Nella giornata inaugurale del Mundial, uno di loro incontra una ragazza, Ana Ramirez, interpretata da Florencia Raggi e se ne innamora. Iniziando a frequentarla, però, capisce che fine fanno alcuni suoi amici che improvvisamente spariscono, divenendo così desaparecidos. Per la giunta militare di Jorge Videla i campionati mondiali di calcio sono il paravento dietro cui nascondere gli orrori della dittatura. Mentre le telecamere puntavano verso il rettangolo di gioco, lontano da esse la dittatura portava avanti il suo disegno di eliminazione di ogni sospetto avversario politico. Il film vuole grattare via la patina allegra e spensierata della città di Buenos Aires per entrare nel profondo della storia argentina. Trentamila persone scomparivano, mentre le Madres de Plaza de Mayo scendevano in piazza con i cartelli che portavano le foto e i nomi dei loro figli e parenti di cui non avevano più notizie.
In un intervista a Sky Cinema, Stefano Incerti dichiara di non riuscire a capire come potessero odiarsi tanto tra argentini, tra connazionali. Una delle sequenze più di impatto è la scena del rastrellamento realizzato in una chiesa durante il funerale di un professore, al grido di “Se terminò la fiesta!”. Per rendere l’idea dell’odio che si respirava in quel periodo è stata girata pensando che i militari fossero i tedeschi che, durante il nazismo, venivano a rastrellare gli italiani. Lo stesso regista confessa che è riuscito a girare la scena e conferirgli un senso, solo pensando che militari e cittadini fossero di due nazionalità diverse. Il film è stato girato anche all’interno della famigerata Escuela Mecanica de la Armada (ESMA), dove furono portati avanti gli interrogatori degli arrestati mediante i peggiori metodi di tortura. Stefano Incerti conclude che la ferita per gli argentini non è affatto rimarginata, tanto che al solo parlare di quel periodo storico si incupiscono e divengono parsimoniosi con le parole. Cosa che contrasta con l’indole solare, vitale e scherzosa di ogni argentino. Il titolo “Complici del silenzio” prende spunto dalla grande omertà, frutto della paura, che per nove anni ha imperato nel paese. Sky Cinema ha acquistato i diritti del film ancor prima che il montaggio, da parte di Cecilia Zanuso, fosse concluso. Il film è un modo di risvegliare le nostre coscienze quotidianamente intorpidite per farle riflettere su momenti storici che devono essere maggiormente compresi ed indagati. Bisogna evitare il rischio che alcuni eventi storici vengano completamente dimenticati. Il governo italiano si disinteressò delle difficili condizioni di vita dei tanti connazionali e italo-argentini. Evitare il confronto con una realtà, per quanto scomoda essa sia, è un errore che i produttori e interpreti di questo film vorrebbero si evitasse in futuro. Tra qualche settimana sarà presentato in Spagna un altro film che ha come protagonista la storia recente di un paese latinoamericano. Il regista Fernando Trueba sta infatti per portare sul grande schermo "El baile de la Victoria", tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore Antonio Skarmeta e relativo al momento storico successivo alla caduta del regime militare cileno di Augusto Pinochet. Mentre la dittatura argentina sarà di nuovo portata sul grande schermo grazie al film "La Perdida", la cui presentazione è prevista a fine settembre al festival del cinema di San Sebastan.

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