L'annuncio di Barack Obama: aboliti alcuni limiti per viaggi, invio di beni e denaro verso Cuba

Il presidente statunitense Barack Obama ha dichiarato ieri di voler togliere le restrizioni sui viaggi dei cittadini statunitensi verso Cuba. Ha inoltre dichiarato che potranno essere inviati a qualunque cittadino cubano beni e denaro (las remesas). Affinchè la decisione entri in vigore serviranno poche settimane. La Casa Bianca ha chiarito che non si tratta di una abolizione dell’embargo. Dan Restrepo, delegato del governo per l'America Latina, ha ripetuto l'annuncio presidenziale in spagnolo ed è la prima volta che ciò accade.
Nel 1962 le relazioni tra U.S.A. e Unione Sovietica vivevano il loro peggior momento e l’operazione di Baya Cochinos era solo l’ultima di una serie di fallimenti per le azioni finalizzate ad abbattere il regime castrista e organizzate dalla CIA. Da allora è entrato in vigore un embargo, che nel 2004 ha vissuto il periodo di maggior durezza con l’allora presidente George Bush, che stabilì una legge secondo la quale il milione e mezzo di cubanoamericani potessero visitare l’isola una volta ogni tre anni e solo per due settimane. Già lo scorso dieci marzo il Congresso statunitense aveva ridotto questa limitazione ad una volta all’anno. Fino ad ora erano circa centocinquantamila i visitatori dell’isola, ma presto aumenteranno, portando un buon flusso di moneta nell’economia cubana, strangolata dall’embargo. Da oggi, i passeggeri che sbarcheranno all'aeroporto Josè Martì, potranno avere in tasca fino a tremila dollari in contati e inviare la quantità di denaro che desiderino a qualunque cittadino cubano: unica eccezione è che non sia membro del governo o del Partido Comunista de Cuba. L’anno scorso le remesas hanno raggiunto la quantità di mille milioni di dollari ma si pensa che questa cifra sia destinata a triplicarsi. Era una decisione molto attesa in quanto parte del programma elettorale di Obama e successiva alla visita effettuata la scorsa scorsa a La Habana da parte di alcuni parlamentari nordamericani. Lunedì otto aprile si sono riuniti col presidente Raul Castro e il giorno successivo con Fidel, che ha espresso la volontà di aiutare il presidnete Obama, come riporta anche questo post dell'amico Paolo Manzo. Durante la visita, realizzata in forma privata, la deputata Barbara Lee ha detto che è arrivato il momento di parlare con Cuba.
A breve non si escludono ulteriori iniziative di riavvicinamento tra i due stati come l’entrata di compagnie telefoniche statunitensi nel mercato cubano, la possibilità per i cubanoamericani di pagare bollette telefoniche ai residenti dell’isola o inviare telefoni cellulari e computers. Obama sta anche pensando di ristabilire voli commerciali con l’isola. Questa decisione arriva a poche ore dall’inizio della Cumbre de las Americas che si svolgerà a Trinidad e Tobago da venerdì a domenica. Poco dopo l’annuncio realizzato a Washington, anche la televisione cubana Cubavision ha dato la notizia. L’ex presidente Fidel Castro in un articolo pubblicato alla mezzanotte cubana sul quotidiano Granma ha lodato l’iniziativa di Obama, criticando però il fatto che non contempli anche l’abolizione dell’embargo. Con tono conciliatore ma fermo, Castro ha affermato che Cuba ha resistito e resisterà ancora, senza allungare la mano per chiedere la carità. Continuerà con orgoglio a collaborare con i paesi fratelli dell’America Latina e dei Caraibi. Novanta miglia più a nord, la stampa statunitense plaude all'iniziativa definita un primo passo nel cammino al riavvicinamento tra Washington e La Habana. Da Miami, capitale dell'esilio cubano, il "solito" Miami Herald ha espresso la sua contrarietà alla scelta di Obama adducendo che presto inizierà un flusso di denaro dagli Stati Uniti a beneficio del governo cubano.
Attualmente sia alla Camera che al Senato statunitense sono in circolazione due documenti sostenuti da un gruppo di deputati trasversale ai due partiti, democratico e repubblicano. Quello della Camera si intitola Legge per la libertà di viaggiare a Cuba ed è sostenuto dalla Camera di Commercio statunitense, la Federazione Agricola e alcune ONG come Human Rights Watch. Uno dei suoi promotori, il senatore democratico Byron Dorgan crede che iniziare una relazione attraverso i viaggi, il turismo ed il commercio sia la miglior maniera di contribuire alla instaurazione della democrazia. Per l'economia cubana il turismo, con duemila milioni di dollari all'anno, è la seconda voce nella lista delle entrate.

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