Buona la prima: Rafael Correa rieletto presidente dell’Ecuador al primo turno con oltre il 50% dei voti

Quando venne eletto la prima volta, nel 2006, pochi avrebbero scommesso su di lui, un quasi sconosciuto ex Ministro delle Finanze del governo di Alfredo Palacios convertitosi in candidato presidenziale. Rafael Correa Delgado, economista e professore universitario con studi in Ecuador, Belgio e U.S.A in quel frangente ebbe bisogno del secondo turno per entrare nella sede del Governo, a Palacio de Carondelet. Domenica scorsa invece nessuna sorpresa. Il sessantaquattrenne Correa, sposato e padre di tre figli, è stato riconfermato al primo turno presidente dell’Ecuador, cosa che non accadeva da trent’anni. È inoltre la prima volta che un capo di stato viene rieletto al secondo mandato, segno che il suo progetto socialista chiamato Revolucion Ciudadana è ormai consolidato. Riconfermato fino al 2013 anche il vice presidente Lenin Voltaire Moreno. I dati del Governo e del Consejo Nacional Electoral (CNE), tuttora non definitivi, dicono che col 77% delle schede scrutinate Correa ottiene 2.772.121 voti, pari al 51.87%. Seguono il generale Lucio Gutierrez Borbùa col 27.96% e l'imprenditore bananero Alvaro Noboa Pontòn con l’11.62%. La presidentessa argentina Cristina Fernandez e il nicaraguense Daniel Ortega sono stati i primi a fare i complimenti al capo di stato, mentre comunicati di felicitazione al popolo ecuadoriano per il consolidamento della democrazia nel paese sono giunti anche da parte dei ministeri degli esteri di Colombia e Costa Rica.
Essendo elezioni presidenziali e amministrative, si attende di sapere se il movimento di Correa, Alianza Pais, avrà o meno la maggioranza dei centoventiquattro seggi in parlamento. I sondaggi gli attribuiscono al momento di sessantuno seggi. Il secondo partito dell’emiciclo sarebbe Sociedad Patriotica con ventitré, seguito dal Movimiento Popular Democrático con sette e dal Partido Social Cristiano con sei.



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