Un segreto archeologico custodito per centinaia di anni sulle Ande del Perù. L'enigma dei Chachapoyas: "il popolo delle nuvole".

I Chachapoyas, cioè “il popolo delle nuvole” o "gli uomini della nebbia", vissero sulle Ande settentrionali del Perù prima dell’arrivo degli Inca. Erano grandi guerrieri, secondo quanto emerge dallo studio delle incisioni lasciate dagli stessi Inca. Il vero nome dei Chachapoyas è sconosciuto. Essi devono questo nome alla città di Chachapoya, capitale del dipartimento di Amazonas, la quale nasconde delle tracce e dei resti che posso aiutarci a far luce sulla loro origine. Oggi sappiamo pochissimo di questo popolo e i luoghi del Perù in cui vissero sono oggetto di studio e ricerca da parte di un piccolo gruppo di esperti, archeologi e storici. Secondo studi storici sembra occupassero una parte della regione di Amazonas e una parte dell'odierno Departamento de San Martin. Qui esistono numerosi resti archeologici relazionati con questo popolo attualmente oggetto di ricerche. Nella località di Pataz ad esempio sono stati rinvenuti sette siti cerimoniali e cinque idoli scolpiti nel legno. Scoperti casualmente nel 1976 da alcuni contadini, furono chiamati pinchudos. Di circa sessanta centimetri di altezza, raffigurano uomini nudi, con le braccia sul petto e con le gambe leggermente raccolte. Sul legno vi sono alcuni resti di vernice dall'analisi della quale sembra fossero dipinti di colore bianco, anche se il tempo ha fatta andar via la colorazione scoprendo oggi il legno annerito.
La maggior parte dei turisti che si reca in Perù visita la parte sud del paese, tralasciando quella settentrionale. Questo perché in Europa è arrivata l’eco della grandezza ed importanza del popolo Inca, che viveva nel sud. Ma questo è solo uno degli antichi popoli che ospitò il Perù, la cui costa settentrionale è tuttora sconosciuta ai più. Parte della regione amazzonica, selvatica e difficilmente accessibile è tuttora inesplorata.
Esistono due tipi di architettura chachapoya: quella funeraria, dei sarcofaghi e quella dei mausolei (chullpas o pucullos). I Chachapoyas hanno costruito nel tempo molte cittadine fortificate con mura di cinta. Nel 1843 è stata scoperta quella che finora risulta essere la più grande: il suo nome è Kuelap. Le cinque cerchie di mura che la cingono sono formate dall’unione di blocchi rettangolari di pietra, uniti con della malta, simile a quella usata in Centro America dai Maya per i loro palazzi. Le stanze degli oltre 400 edifici di Kuelap sono rotondeggianti e prive di spigoli. Ciò conferisce alle costruzioni continuità e sinuosità architettonica. Si presume sia stata costruita nel 500 d.C. e rappresenta uno dei più grandi complessi in pietra finora rinvenuti nelle Americhe. Recentemente è stato sottoposto a restauro, cosa che conferisce ancora maggior fascino alla località. Anche se non vi sono apparenti segni di battaglie combattute qui, l’accesso al complesso architettonico è stretto, per garantire il controllo su quanti entravano. Era dunque impossibile attaccarla con grandi eserciti. Non lontano dalla città, nella località di La Petaca, sono state trovate sessantacinque tombe rupestri con almeno trecentocinquanta resti di corpi. Di essi non restano molti dettagli dai quali trarre informazioni sulla vita che conducevano. Con tutta probabilità, i tombaroli hanno rubato tutto ciò che potesse essere utile ad ottenere maggiori particolari. Raggiungere La Petaca è difficile. È posta su una rupe alta cinquecento metri, dove sono state rivenute tombe e pittogrammi con scene raffiguranti teschi e cerimonie funebri. Il sito era quindi un importante centro funerario. Come siano riusciti a costruire le tombe in un luogo così impervio è difficile da comprendere. Evidentemente erano grandi arrampicatori e la loro volontà era quella di preservarle dalle invasioni e dagli attacchi. Ma questo non è l'unico luogo in cui sono stati rinvenuti resti umani. Nell'articolo seguente descriverò i ritrovamenti avvenuti a San Carlos e nella Laguna de Los Condores.

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