Aragoste dannose alla salute. Nicaragua: storia di quotidiana sopravvivenza

In Nicaragua, la coltivazione del caffè e la pesca delle aragoste sono le maggiori industrie del paese. Durante la guerra civile che lacerò lo stato centroamericano, uno dei teatri di scontro tra sandinisti e antisandinisti furono le alture e le coste nordorientali dei Carabi nicaraguensi. Qui si trova Cayos Misquitos (Miskito Cays), che deve il suo nome alla popolazione che abita la regione da millenni.
Non ci sono strade. Gli spostamenti e i trasporti avvengono su barche. A Sandy Bay tutti vivono della pesca dell'aragosta. In città si vedono molti giovani con stampelle e carrozzine. Sono pescatori infermi, ammalati. In origine si immergevano in apnea, poi con l'uso delle bombole sono riusciti ad arrivare più in profondità, pescando maggiori quantità di aragoste. Ma la riduzione del loro numero ha costretto i pescatori a scendere più in profondità. I pescatori di aragoste rischiano l'embolia se si immergono o riemergono troppo velocemente e molti sono quelli colpiti dalle malattie da decompressione. Questa malattia causa la presenza di bolle di azoto nel sangue, e porta a danni permanenti inclusa la paralisi di alcuni arti. In questi villaggi sul mare il 90% degli uomini lavora nella pesca. Costruiscono case su palafitte dove restano anche dieci giorni pescando il più possibile. Non usano manometri, si regolano con l'esperienza. "Qui non usiamo quella roba", dicono. Sarebbe vietato dalla legge immergersi oltre una certa profondità in mare aperto, ma molti lo fanno lo stesso per continuare a sopravvivere. Se non pescano non guadagnano. Esiste poi chi pesca col peschereccio e arriva a prendere circa duemila chili di aragoste in una uscita, quando va bene. I pescatori fanno anche sedici immersioni al giorno, senza equipaggiamento base. Il limite, dicono i medici, sarebbe tre o quattro al giorno, altrimenti diventa pericoloso per la salute, viste le profondità che si raggiungono. In tutto il Nicaragua c'è una sola camera iperbarica che cura la malattia da decompressione. Ogni anno aumenta il numero di persone che ne hanno bisogno. Ci sarebbe bisogno di istruzione e informazione per i pescatori, per permettergli di evitare gli incidenti, ma spesso è la necessità a spingerli oltre il limite.
Ma a Cayos Misquitos esiste un altro tipo di aragosta detta “l'aragosta bianca”. È la cocaina. Questo tratto di costa, infatti, è nella rotta dei traffici di stupefacenti tra Colombia e Stati Uniti. Molte barche veloci trasportano i pacchetti di sostanze. Se intercettati i trafficanti buttano tutto il carico in acqua. Questi pacchetti, spinti dalle correnti, dopo poche ore compaiono sulle spiagge, o meglio su alcune spiagge. Quelle conosciute da coloro che hanno passato la vita in mare, che conoscono bene le acque e le correnti e sanno quando e dove sarà possibile trovare qualche carico. Per i narcos tornare indietro a recuperare i pacchetti gettati è troppo pericoloso. Per i locali è un dono del mare. Chi la trova è considerato fortunato, anzi benedetto, dato il valore commerciale che hanno. Il tasso di povertà e disoccupazione qui è molto alto. Un pacchetto può fruttare anche centomila dollari al momento di rivenderlo.
Esistono alcune associazioni che si occupano dei problemi di droga dei giovani locali che spiegano come l'arrivo della “aragosta bianca” abbia cambiato le dinamiche del traffico di droga locale. Chi la trova la vende per fare soldi facili ed uscire dalla miseria. Non sono solo i giovani a sperare di pescarla. Quei soldi farebbero comodo a molti. La partecipazione al narcotraffico internazionale qui non è considerato un reato, ma un modo per migliorare le proprie condizioni di vita. Le case sono quasi tutte di legno. Quelle di mattoni sono di coloro che, molto probabilmente, hanno pescato “l'aragosta bianca”. Anche il capo della polizia locale è tollerante col fenomeno. "La cocaina è male, ma i soldi che ne derivano sono positivi perchè possono essere impiegati in opere pubbliche a beneficio della società". Così la pensa anche la parrocchia locale, che con quei soldi potrebbe costruire nuovi centri di aggregazione e di divertimento per la gioventù locale. Recentemente gli abitanti si sono ribellati, dando vita a vivaci proteste, perchè la polizia aveva sequestrato molta cocaina al porto, bruciandola poi sul pontile. Gli abitanti hanno espresso contrarietà all’intervento ritenendo che dalla vendita dello stupefacente si sarebbe potuto ricavare molto denaro per realizzare strade, edifici e servizi pubblici.
Nonostante questo diffuso punto di vista, di recente alcuni hanno iniziato a capire la gravità del problema e il danno sociale che rappresenta. Intanto a Cayos Misquitos, i sub continuano ad immergersi sempre più in profondità per pescare aragoste: quelle rosse. Ma il numero di animali decresce. Nella speranza che il numero di aragoste torni a crescere il governo del Nicaragua ha imposto una moratoria di 3 anni sulla pesca del crostaceo. Questo ha dato impulso ad un nuovo tipo di pesca: quella illegale; di frodo.

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