L'Argentina espelle il vescovo negazionista lefebvriano Richard Williamson dopo le sue vergognose dichiarazioni sulle camere a gas.

Il dodici febbraio il Papa Benedetto XVI ha tentato di disinnescare la polemica sulle dichiarazioni del vescovo Richard Williamson. Questi in una intervista ad una televisione svedese aveva messo in dubbio l’esistenza delle camere a gas. A suo modo di vedere non ci sarebbero le dovute prove storiche per accertare l’esistenza delle camere a gas nei campi di concentramento. Queste parole hanno convinto il rabbinato di Israele a rompere le relazioni col Vaticano che intanto , in un comunicato, dichiarava di aver perdonato le dichiarazioni di Williamson. Tale decisione ha fatto scoppiare una polemica, quasi senza precedenti sulle pagine dei maggiori quotidiani italiani. Anche la stampa tedesca, e non solo quella tradizionalmente critica col Vaticano, ha espresso sconcerto per la decisione di riabilitare il vescovo. Per di più questa è arrivata a pochi giorni dalle celebrazioni in memoria della Shoa. A seguito delle cirtiche ricevute e dopo il blando tentativo da parte dell’Osservatore Romano di spiegare la scelta, il Papa ha corretto il tiro, affermando che qualunque negazione o minimizzazione dell’enorme crimine contro l’umanità chiamato olocausto è inaccettabile, specialmente quando proviene da un esponente religioso. Williamson è stato ordinato da monsignor Lefebvre senza autorizzazione del Vaticano. Le dichiarazioni di scuse del pontefice sono state rese durante un incontro con esponenti della comunità ebraica nel quale ha anche preannunciato un suo prossimo viaggio in Israele che, secondo indiscrezioni, avverrà a maggio.
Ieri il ministro degli interni argentino, Florencio Randazzo, ha emesso un comunicato nel quale annuncia l’ordine di espulsione dal paese per il vescovo Williamson, di nazionalità statunitense. Questi è stato rettore del seminario de la Fraternidad Pío X nella località di La Reja, a pochi chilometri da Buenos Aires. Nella capitale argentina risiede il secondo maggior numero di cittadini ebraici del continente americano dopo New York. Nel comunicato si intima al vescovo di andarsene entro dieci giorni in quanto le sue dichiarazioni feriscono profondamente la società argentina, il popolo ebraico e l’umanità intera. Pretendono inoltre negare una realtà storica. Questa è anche l’opinione della presidentessa argentina Cristina Fernandez. Il governo tedesco da parte sua ha detto che in Germania è reato negare l’olocausto e si è dichiarato disposto ad aprire un processo al vescovo.

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