Il disgelo tra Alvaro Uribe e Hugo Chavez e l’annunciata liberazione di 6 ostaggi da parte delle FARC. In Colombia rinasce la speranza

hugo chavez alvaro uribeA Cartagena de Indias, lo scorso week-end, i capi di stato di Colombia, Alvaro Uribe, e Venezuela, Hugo Chavez, hanno dato l’impressione di aver repentinamente dimenticato la crisi diplomatica seguita al bombardamento dell’accampamento delle FARC in territorio ecuadoriano avvenuto l’anno scorso da parte dell’esercito colombiano. Il presidente Alvaro Uribe ha accantonato le accuse a Hugo Chavez di supposto appoggio alle FARC. Chavez, dal canto suo, ha evitato di definire Uribe un “peon del Imperio” e un corrotto, amico dei paramilitari. La crisi economica mondiale e la necessità di trovare soluzioni efficaci transnazionali, li unisce. Inoltre, in attesa del referendum del quindici febbraio in Venezuela, non è positivo per Hugo Chavez tenere rapporti tesi col paese vicino. Numerosi sono in fatti i cittadini di origine colombiana, fuggiti dal loro paese per colpa delle guerriglie e dei paramilitari, e rifugiatisi in Venezuela con diritto al voto. Un altro motivo che avvicina i due capi di stato è il mutamento dello scacchiere politico internazionale. La Colombia, dopo la ancora irrisolta rottura diplomatica con l’Ecuador, seguita alla violazione del suo territorio di cui sopra, e dopo il cambio di governo in U.S.A., cerca nuove alleanze. Il Venezuela da questo punto di vista è strategico perché è il secondo partner economico colombiano dopo gli U.S.A. Il commercio bilaterale nel 2008 ha raggiunto i settemila milioni di dollari e la prospettiva per quest’anno è di diecimila milioni. Questo è forse un nuovo inizio per le relazioni bilaterali tra Caracas e Bogotà. Nell’incontro, entrambi i leader hanno superato gli egocentrismi e si sono concentrati sul tema: come affrontare la crisi mondiale. Il primo passo compiuto è stato quello di superare la diffidenza reciproca accumulata dal 2007 in avanti. Il secondo, iniziare a discutere in maniera propositiva e fruttifera. Per questo Uribe ha invitato il suo omologo alla assemblea del Banco Interamericano de Desarrollo che si terrà a marzo a Medellìn. I due hanno creato un fondo comune, finanziato al 50% da ciascuno stato, per aiutare le piccole e medie imprese per un totale di duecento milioni di dollari. Hanno inoltre nominato ambasciatori due persone provenienti dal mondo dell’imprenditoria. L’ambasciatrice colombiana a Caracas sarà María Luisa Chiappe, mentre l’omologo venezuelano a Bogotà sarà Gustavo Márquez: ex Ministro de Commercio di Hugo Chavez. Hanno infine lanciato l’idea di creare e adottare una moneta comune. Si attendono ulteriori sviluppi nella prossima primavera per verificare se si tratti davvero di una nuova alba nei rapporti bilaterali o solo una serie di convenevoli di circostanza forzati dalla difficile situazione economica internazionale.

2 commenti:

  1. Ciao Alex, non sapevo avessero parlato anche di moneta comune: esagerati!!! Un anno fa carri armati, ora unione fraterna... Che faccia tosta!
    Saluti, Doppiafila
    PS: ho aggiunto un link al tuo sito sul blog

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  2. Concordo con te. Un cambio molto repentino. Ho ricambiato il link al tuo blog.

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