Los Condores, la laguna delle mummie: l'enigma dei Chachapoyas, "il popolo delle nuvole"

Nel post precedente ho introdotto gli studi relativi al misterioso popolo chiamato Chachapoyas, facendo riferimento a ritrovamenti archeologici avvenuti nelle città andine di Kuelap e La Petaca, nei pressi della città di Chachapoyas da cui la omonima cultura prende nome. A nord della città di Chachapoya c’è il paesino di San Carlos. Qui il terreno è selvatico e insidioso, il clima è molto umido e piove per gran parte dell’anno. Recentemente è stata scoperta una grotta che fungeva da tomba e forse anche da centro cerimoniale, in quanto all’interno è presente un grande deposito di ossa. La grotta è lunga due chilometri e alta dieci metri. Ricercatori peruviani e statunitensi stanno attualmente lavorando sulle sessantadue tombe ritrovate nella grotta. Le ossa mostrano traumi e rotture che sono state curate tramite metodi tradizionali. Alcuni resti umani dimostrano che prima di una certa data i morti non venivano mummificati, poi invece sì. Hanno forse imparato la tecnica di mummificazione dal contatto con altri popoli dell'epoca? I ritrovamenti in questa grotta hanno lasciato perplessi gli studiosi che erano sicuri che i Chachapoyas ponessero i defunti nelle tombe rupestri o, in caso di persone particolarmente importanti, in sarcofaghi di pietra. Questa grotta è solo l'ultima di una serie di ritrovamenti. L'Instituto de Arqueologia Amazonica (IAA) ha realizzato quindici spedizioni di ricerca tra il 1980 e il 1997 sotto la supervisione dell'archeologo peruviano Federico Kauffmann Doig. chachapoyasNel 1985 nel paese di Carajìa è avvenuta una scoperta molto importante: otto sarcofaghi d'argilla che riprendevano l'aspetto umano con volti piatti e mandibole prominenti. Erano dipinti prima con una base di bianco e poi con due gradazioni di rosso. L'aspetto interessante sta nella loro grandezza: due metri e quaranta centimetri di altezza. Erano infatti posti verticalmente. Dato che al loro interno sono stati trovati recipienti d'argilla con resti di cibo e liquidi, oltre ad oggetti d'uso quotidiano, si pensa che i Cachapoyas credessero nella vita dopo la morte e che i personaggi sepolti in questi grandi sarcofaghi fossero illustri ed importanti per la società. Prove al radiocarbonio hanno constatato che la loro datazione risale circa al milleduecento dopo Cristo.
Ma i reperti più interessanti sono le mummie andine. Esiste un museo nella remota cittadina di Leimebamba con duecentodiciannove mummie provenienti dalla laguna di Los Condores, portate alla conoscenza del grande pubblico dal giornalista peruviano Alvaro Rocha. Posta nella valle di Utcubamba, sorge ad una altitudine di duemila metri ed è stata ufficialmente ribattezzata dagli abitanti del luogo "La laguna delle mummie". Per l'esattezza sono state rinvenute in una cavità naturale della montagna a picco sulla laguna. Le mummie andine hanno una caratteristica peculiare: sono tutte in posizione fetale ed ognuna pesa tra i quattro e i sei chili. I Chachapoyas cospargevano i corpi di oli che ne garantivano la conservazione. Si ipotizza che questa usanza fosse stata appresa dagli Inca. Le mummie suggeriscono perciò un'ipotesi interessante: c’è stato un periodo in cui le culture Chachapoyas e Inca sono entrate in contatto e forse si sono unite. Probabilmente, poi, gli Inca, potendo contare su un esercito più numeroso, hanno sopraffatto e sconfitto i Chachapoyas, anche se mancano riferimenti storici per confermare questa ipotesi. laguna-los-condoresÈ vero però che alcune importanti tratte commerciali Inca erano in principio sentieri creati e solcati dai Chachapoyas, che poi vengono ampliati e migliorati nella pavimentazione. Gli Inca venivano chiamati daiChachapoyas, "la civiltà del sud". Ulteriori prove dei contatti tra le due culture, sono nel villaggio di Yelapa. Il paesino sembra essere stato teatro di battaglie, a giudicare dall'interpretazione dei graffiti a forma di triangoli, rombi, quadrati e serpentine, e da alcuni resti archeologici ritrovati, come armi rudimentali. Alcuni popoli che vivevano a quei tempi in Perù accettarono la supremazia Inca, e si arresero senza combattere. Non i Chachapoyas. Ogni loro insediamento era una piccola enclave a sé, pertanto conquistarli era difficile perché gli abitanti conoscevano meglio degli Inca il territorio e vi si muovevano agilmente, applicando tecniche simili a quelle dell’odierna guerriglia. Il loro punto debole stava nell’essere inferiori di numero. I Chachapoyas avevano fionde con cui colpire il nemico a distanza, per poi affrontarlo in un corpo a corpo con armi di legno e pietra. Tuttavia, intorno al 1470, i loro territori vennero annessi all'Impero del Sole. Gli Inca, dopo la sottomissione deiChachapoyas, estesero il loro controllo sulle Ande del nord e parte dell’Amazzonia. Ma gli interrogativi restano. Come si chiamavano veramente i Chachapoyas? C’è stato un momento in cui le due civiltà impararono e appresero reciprocamente? E come andò veramente la conquista e la susseguente imposizione del dominio Inca? Molto resta da scoprire e da capire. Ancora oggi le mura di cinta circolari di Kuelap, sulle Ande del nord, difendono i segreti del “popolo delle nuvole”.

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