Elezioni 2009 in El Salvador. Una recrudescenza dello scontro politico ha marcato i mesi antecedenti le elezioni amministrative, vinte dal FMLN

El Salvador ha celebrato domenica scorsa le elezioni amministrative che hanno eletto i sindaci di 262 comuni, compresa la capitale. Il quindici marzo sono in calendario le presidenziali. Questo blog ha già coperto qui, qui e qui la campagna elettorale. A sfidarsi sono diversi partiti ma solo due hanno la chance di vincere: il partito di governo Alianza Republicana Nacionalista (Arena), di destra, e il Frente Farabundo Martì para la Liberaciòn Nacional (FMLN), di sinistra. Il primo candida Rodrigo Avila, il secondo l’ex giornalista Mauricio Funes. Quest’ultimo è da tempo in vantaggio nei sondaggi. L’FMLN non ha mai vinto le elezioni presidenziali dalla sua fondazione il 1992, anno in cui si è convertito ufficialmente da guerriglia in partito politico. El Salvador è il paese più violento del Controamerica stando alle statistiche dei delitti.
Arena rappresenta la continuità, l'FMLN simboleggia il desiderio di cambiamento. Negli ultimi mesi c’è stata una recrudescenza del clima di tensione nel paese centroamericano, tanto forte da preoccupare le autorità e gli osservatori internazionali. Nei dibattiti televisivi, nelle discussioni all’interno dei bar e nelle piazze dei paesi e delle città i sostenitori del partito di governo Alianza Republicana Nacionalista e quelli del Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional si sono scontrati senza esclusione di colpi, più o meno bassi. Anche i sostenitori dei partiti cosiddetti minori sono stati coinvolti. Questo clima ha portato il direttore della Policía Nacional Civil (PNC), José Luis Tobar Prieto, a organizzare una riunione con i dirigenti della campagna elettorale di ciascun partito per stabilire regole che dessero sicurezza e tranquillità agli attivisti. Secondo i dati ufficiali forniti dalla Policía Nacional Civil (PNC), nel 2008 si sono verificati sessantadue scontri, alcuni dei quali con feriti. Lo scorso novembre una carovana di Arena è stata bloccata da attivisti del FMLN, dando vita ad una enorme rissa. Come documentato anche da questo blog, lo scorso quattordici novembre, i conduttori di un programma per ragazzi su Radio Maya Visiòn sono stati picchiati da venti attivisti di ARENA mentre riprendevano il pestaggio di un altro ragazzo. Questi fatti hanno portato le forze politiche a stipulare un accordo per abbassare i toni dello scontro politico. L’accordo, promosso dalla Procuraduría para la Defensa de los Derechos Humanos e firmato all’inizio di dicembre è di fatto rimasto lettera morta. Il quattro gennaio infatti il deputato del partito Cambio Democrático, Óscar Kattán, è stato minacciato da un gruppo di militanti di Arena, sorpresi a strappare i manifesti del suo partito nella città di Sonsonate. Solo l’intervento della polizia lo ha salvato dal linciaggio. Uno dei fatti più gravi si è verificato nei pressi della Universidad Centroamericana José Simeón Cañas de San Salvador, pochi giorni prima delle elezioni, quando l’allora sindaco capitolino, la dottoressa Violeta Menjivar, stava realizzando una intervista. Il cortile dell’università era pieno di simpatizzanti dell’FMLN, quando alcuni pic-up e automobili di militanti di Arena hanno iniziato a passare a bassa velocità salutandoli. Improvvisamente, dagli stessi veicoli è partita una pioggia di pietre di medie dimensioni che ha costretto sindaco, giornalisti e studenti a trovare rifugio nell’università e in una gelateria vicina. Ma il culmine della violenza è stato raggiunto venerdì nove gennaio, quando uomini armati hanno fatto irruzione in casa di un guerrigliero veterano del FMLN, Delfo de Jesús Rodríguez, di sessantatre anni, uccidendo lui e suo figlio ventiseienne, Maximino Rodríguez. I due vivevano nel paese di Yamabal, regione di Morazan. Il giorno della tragedia, la segreteria del Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional ha collegato l’omicidio al clima di scontro sociale che Arena ha creato in tutta la sua campagna elettorale. Questo è il frutto della continua criminalizzazione della ex guerriglia, sulla sua presunta collaborazione con le Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, e le Maras che operano in Salvador, dice il FMLN nel comunicato. Tutte queste accuse si sono rivelate ad oggi infondate. Come se non bastasse in questo calderone bollente va aggiunta la denuncia di alcuni cittadini e mezzi di comunicazione non allineati col governo, contro i quotidiani El Diario de Hoy, La Prensa Gráfica e la tv Telecorporación Salvadoreña (TCS), per la manipolazione di alcuni dati a favore del partito i governo Arena, oltre al palese mancato rispetto dei tempi concessi ai partiti. Recentemente su La Prensa Grafica è apparso un reportage sulla presunta esistenza di gruppi paramilitari che si starebbero organizzando e allenando in alcune zone del paese, curiosamente quelle con una schiacciante maggioranza favorevole all’ FMLN. Giovani vestiti con tute mimetiche erano fotografati mentre ammettevano di allenarsi all’uso delle armi. Il presunto scoop si risolse in un fiasco e venne presto accantonato. L’intenzione era evidentemente quella di favorire Arena, ma permane un dubbio: il quotidiano è caduto in una trappola organizzata da qualcuno esterno alla redazione o è parte integrante della diffusa strategia mediatica a favore del partito di governo.
Proprio la disperazione di Arena e il terrore di perdere le elezioni hanno portato in questi giorni il paese a un livello di scontro sociale difficile da immaginare e da controllare, che potrebbe sfuggire di mano agli stessi che lo hanno generato. Il problema è che, a meno di un drastico cambio, questo clima continuerà e forse si acuirà fino alla metà di marzo, quando si voterà per le presidenziali.

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