Per la prima volta dalla fine della guerra fredda una nave militare russa attraversa il Canale di Panama e attracca a Cuba.

flotillaLo scorso cinque dicembre l'Almirante Chabanenko è stata la prima nave russa, dopo 60 anni ad attraversare il Canale di Panamà. Dopo aver preso parte, il primo dicembre, ad una esercitazione assieme alla marina venezuelana, è rimasta ormeggiata a Panamà alcuni giorni, in occasione della “Giornata della Russia”. Organizzata dall’ambasciata russa nel paese centroamericano, ha previsto una serie di iniziative per la comunità russa a Panamà e per il rafforzamento dei raporti bilaterali tra i due paesi. La stessa nave aveva già toccato porti di Turchia, Francia, Nicaragua e Venezuela. Il vicepresidente nonchè ministro degli esteri panamense, Samuel Lewis Navarro, ha ricordato che il canale è aperto a tutte le navi del mondo, militari o da carico, che paghino il pedaggio. Il canale è una via di comunicazione interoceanica di grande importanza, ha concluso.
Alle dieci di mattina del 19 dicembre l’ Almirante Chabanenko, la Ivan Bubnov e l’SB-406, hanno attraccato al porto cubano de La Habana, come annunciato da Igor Rigalo, portavoce dell’Esercito russo. Dopo aver sparato vari colpi di saluto all’entrata della Bahìa de La Habana, corrisposte da ventuno colpi di artiglieria della Fortaleza de La Cabaña, l’enorme nave ha completato le operazioni di ormeggio accompagnata da marce suonate dalla Banda de la Marina de Guerra Revolucionaria de Cuba. I cubani hanno avuto la possibilità di visitare le navi, ma l’importanza sta nel rafforzamento dei legami economico-militari tra i due paesi. Per questo rappresentanti dell’esercito russo si sono riuniti con il sindaco della capitale e con i loro omologhi dell’esercito cubano. Erano presenti alla riunione, il ministro delle Forze Armate cubane (FAR), Julio Casas Regueiro, il Capo di stato maggiore, Generale Alvaro López Miera, e il capo della Marina de Guerra Revolucionarias (MGR), Pedro Pérez Betancourt. Secondo Raul Castro e Dmitri Medvédev, i rapporti tra i due paesi sono nel loro miglior momento dalla caduta dell’Unione Sovietica. A novembre all’interno di una serie di incontri bilaterali, la Russia aveva sottoscritto un contratto secondo il quale fornirà all'isola venti milioni di dollari. Questo è uno dei dieci accordi industriali che vanno dalla lavorazione del grano all’automobile, dall’estrazione del petrolio al nichel, dai trasporti all’energia, alle telecomunicazioni. Gli accordi con Cuba seguono quelli raggiunti con il Venezuela, stipulati alla fine del mese scorso tra il presidente Dmitri Medvédev e Hugo Chavez. In quell'occasione il tema era la creazione di centrali nucleari a scopi civili, come quelle già utilizzate nella regione da Brasile e Argentina. Hugo Chavez nell'occasione affermò che la Russia è pronta a appoggiare il Venezuela nello sviluppo delle centrali e che una commissione mista sta già lavorando al progetto.
Le esercitazioni militari delle navi russe del mese scorso in collaborazione con la marina venezuelana e questa visita a Cuba, nel Golfo del Messico, novanta miglia a sud della Florida, sono la risposta russa almeno a tre fatti recenti: l’interventismo statunitense in Georgia e il relativo conflitto; l’indipendenza del Kosovo, filoamericano, dalla Serbia, filorussa, realizzata secondo procedure unilaterali e assolutamente fuori dalle normali regole internazionali che prevedono il passaggio attraverso le Nazioni Unite; la volontà statunitense di installare uno scudo antimissile in alcuni paesi dell’Europa dell’Est. La Russia non sta gradendo l’ingerenza di Washington in un territorio che considera il suo “giardino di casa” e lo dimostra con il rafforzamento dei rapporti con paesi di quello che un tempo era, ora non più, il “backyard” statunitense. Le tre navi hanno lasciato il porto de La Habana ieri.

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