L’Ecuador protagonista di un libro presentato in questi giorni a Milano

mi querido ecuadorMi querido Ecuador racconta realtà e storie di vita della comunità ecuadoriana in Italia: centocinquantamila persone, un quinto delle quali residenti nel milanese. Venerdì scorso, alle 18, al consolato generale dell’Ecuador di Milano, José Galvez, economista e co-autore del volume, ha spiegato che Mi querido Ecuador o parte da una provocazione: la completa ignoranza persistente in Italia sul paese andino. Alcuni italiani non sanno neanche che l’Ecuador esiste, altri lo collocano in Africa, altri ancora non ne conoscono il nome della capitale, Quito. Questo libro prima di tutto è rivolto agli italiani che vogliono capire una parte di realtà che, puntualmente, viene oscurata dai grandi media. Dopo aver svolto un Master in immigration management all’Università Bocconi, è divenuto consulente economico e giornalista pubblicista. Ha vinto il premio Immicreando nel 2005. Alla presentazione era presente anche l'autrice di Mi querido Ecuador, Rita Fatiguso, giornalista de “Il Sole 24 Ore”, curatrice della rubrica Marenostrum, dedicata all’immigrazione. Scrive di relazioni industriali, zone grigie della globalizzazione e nuove migrazioni con taglio investigativo. Sono intervenuti anche il Console ecuadoriano, Narcisa Soria Valencia, don Giancarlo Quadri, responsabile della pastorale dei migranti della diocesi di Milano, Maurizio Ambrosini, sociologo delle migrazioni e l'assessore alle politiche sociali del Comune di Milano, Mariolina Moioli. Moderatrice, Francesca Padula, de “Il Sole 24 Ore”.
Proiettato anche il video Mi querido Ecuador, un dia di Fiesta, prodotto da Impresa Etnica: il primo punto di incontro per le imprese create da cittadini stranieri. Dalle bande di strada alla situazione delle donne, dall’economia alla politica, i ventisei capitoli che compongono il libro trattano temi chiave per capire il paese, le rotte migatorie e la composizione della comunità ecuadoriana in Italia. Particolarmente attenta l’analisi del Plan Retorno, fortemente voluto dal presidente ecuadoriano Rafael Correa, che punta ad incentivare i due milioni e mezzo di ecuadoriani emigrati in Europa, Spagna soprattutto, e negli Stati Uniti a tornare nel loro paese. Questa iniziativa, pur non garantendo ancora un numero appetibile di posti di lavoro è un primo passo per riportare manodopera sulle Ande e per non costringere chi è ancora in Ecuador a percorrere le strade dell’emigrazione. Dal'Ecuador all'Argentina. Il 3 dicembre, a Roma, verrà presentato un altro libro interessante: Memoria del buio.

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