Il Messico non è un paese per giornalisti. Ucciso José Rodríguez Carreón

Giovedì 13 novembre stava uscendo dalla sua abitazione di Via Rio Danubio 1313, colonia Los Nogales a Ciudad Juarez, per accompagnare a scuola sua figlia maggiore Jimena. Almeno dieci colpi di pistola nove millimetri lo hanno raggiunto uccidendolo. Così è morto José Armando Rodríguez Carreón, detto El Choco, redattore della pagina di cronaca del Diario de Júarez, dove lavorava da oltre quattordici anni. Almeno due uomini hanno fatto fuoco a bruciapelo da un veicolo in corsa mentre Josè Armando Rodríguez Carreón attendeva che la figlia entrasse nella sua Nissan bianca. Erano da poco passate le otto della mattina. Il giornalista quarantenne negli ultimi mesi aveva ricevuto minacce di morte. Una, il 29 gennaio arrivò sul suo cellulare, proveniente dallo stato di Sonora. Dall’altro capo del telefono una voce con accento di Sinaloa lo minacciava, secondo quanto reso noto dalla Procuraduría de Justicia di Chihuahua e dall’Agencia El Universal.
Era originario di Camargo, laureato in Scienze delle Comunicazioni presso la Universidad Autónoma de Chihuahua, aveva lavorato nel quotidiano Norte de Juarez e nella tv nazionale Televisa. Le autorità statali gli avevano offerto misure di sicurezza che egli ha rifiutato sostenendo che non ve ne era bisogno, anche se nell’ultimo anno il Messico è divenuto uno degli stati più pericolosi al mondo. Altri giornalisti erano già stati uccisi a Ciudad Juarez. Nessun caso è stato chiarito dalle autorità. Questo ennesimo omicidio rende chiara la insostenibile situazione e il clima di violenza diffuso a carattere nazionale. Nella sola Ciudad Juarez sono millequattrocento gli omicidi quest’anno. Le autorità, il governo centrale e quelli regionali devono implicarsi a dare risposte alle richieste della popolazione per migliorare le loro condizioni di vita. Tutta la comunità di giornalisti di Ciudad Juarez ha ricevuto messaggi di appoggio da parte dei loro colleghi, attraverso un comunicato diffuso sui maggiori organi di stampa.

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