Far capire che cosa sono le Maras a chi non è di El Salvador è difficile. Ci prova la mostra fotografica "Vida y muerte de las Maras".

L’undici novembre nel Centro de Arte Can Castells, della città catalana di Sant Boi de Llobregat, ha tagliato il nastro la mostra fotografica Vida y Muerte de las Maras en El Salvador. L’esposizione organizzata dal Comune e realizzata da C&Duke raccoglie le immagini degli apprezzati fotogiornalisti salvadoregni Lissette Lemus e Álvaro López. Attraverso le lenti fotografiche sono stati in grado di descrivere la realtà vissuta dalle diverse formazioni giovanili che compongono le Maras; in bianco e nero Lissette, a colori Álvaro. Durante l’inaugurazione, Montserrat Mirabent i Coll, assessore alla Cultura del Comune di Sant Boi de Llobregat, ha sottolineato la valenza didattica della mostra poichè le immagini contribuiscono a rendere noto all’estero la realtà del fenomeno Maras.
Dal canto suo, Francisco Elías Valencia, direttore del quotidiano salvadoregno Co Latino, ha approfittato dell’occasione per richiamare alla riflessione le autorità del Salvador. Esse dovrebbero permettere la integrazione e ridurre la non esclusione sociale dei salvadoregni che sono al tempo stesso vittime e colpevoli di una irrazionale violenza. Negli anni ottanta la guerra civile (1980-1992) e la crisi economica hanno causato povertà; durante i novanta l’esclusione dalla società ha causato emarginazione. A tutto questo hanno risposto in maniera violenta le Maras, che considerano il governo responsabile dello stato increscioso delle cos,e e lo accusano di nullafacenza.
Carlos Ernesto García, scrittore salvadoregno e curatore dell’esposizione, ha delineato un percorso di lettura del fenomeno delle Maras. Mara Salvatrucha, MS-13 o MS, sono nomi familiari ad El Salvador. Esclusivamente ad esse viene imputato l’alto tasso di crimini violenti commessi negli ultimi anni. Questo è un modo subdolo di nascondere la volontà del governo di mantenere un clima di violenza quotidiana tra la popolazione, che è utile all’alto numero di corrotti che occupa posti di potere, per coltivare i loro loschi affari. La diffusione della paura, del senso di rassegnazione e sfiducia verso le istituzioni, continua Garcia, rende più facile esercitare la corruzione, la prostituzione, il traffico di esseri umani e armi illegali. Inoltre le esecuzioni extragiudiziali e sommarie e l’attività di veri e propri squadroni della morte si sono moltiplicate e trovano nel clima di violenza humus fertile per proliferare. Evidente l’incapacità del governo di rendere El Salvador un paese normale, e inevitabili e reiterate le richieste di organizzazioni internazionali per i diritti umani di agire in modo serio. Secondo le informative di queste associazioni El Salvador è il paese più pericoloso del Centroamerica. Di questi tempi, visto ciò che accade in Messico, il dato è ancor più sconcertante. A questo l’esecutivo guidato da Elias Antonio Saca, del partito ARENA, ha risposto con due provvedimenti: le leggi Mano dura e Super mano dura, che sono state ripetutamente denunciate di fronte alla comunità internazionale per la loro incostituzionalità. Oltre ad essere anti-popolari, a limitare le libertà personali, hanno aggravato la situazione esistente invece di migliorarla.
Anche grazie a queste leggi la spirale di violenza nel paese sta aumentando, assumendo dimensioni internazionali. Le Maras sono diffuse anche in Guatemala e Honduras e ultimamente anche negli Stati Uniti. Le leggi Super Mano Dura, Plan Escoba e Operacion Libertad, approvate negli ultimi anni prevedono il reato di apparteneza a queste bande e permettono che i minorenni accusati possano essere giudicati come gli adulti.

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