Bolivia. Già partita la campagna elettorale per il referendum costituzionale

Due giorni fa, dopo un lungo braccio di ferro, è arrivata la conferma che il referendum per l'approvazione della nuova costituzione boliviana si svolgerà. Il Ministro de Desarrollo Rural, Carlos Romero, era l’incaricato di annunciare il raggiungimento dell’accordo con l’opposizione. La chiave di volta è stata la rinuncia dell'attuale presidente boliviano Evo Morales alla ricandidatura alle elezioni presidenziali del 2014. Alle ore 12 di martedì è scattata la festa in Plaza Murillo, a La Paz. Pochi minuti dopo l’annuncio, Evo Morales ha preso parte alla festa dei suoi sostenitori. Nel suo intervento ha spiegato che da ora è necessario coinvolgere tutta la cittadinanza, specie quelle delle aree rurale ed operaie nella campagna elettorale. "También pedimos a la gente de las ciudades a sumarse para refundar Bolivia”, ha aggiunto. In particolare ha chiesto di impegnarsi a fondo nelle città di Santa Cruz, Tarija, Cobija e Trinidad, roccaforti dell’opposizione.
Il primo articolo della nuova Costituzione sottoposta a referendum recita: “Bolivia se constituye en un Estado Unitario Social de Derecho Plurinacional Comunitario, libre, independiente, soberano, democrático, intercultural, descentralizado y con autonomías. Bolivia se funda en la pluralidad y el pluralismo político, económico, jurídico, cultural y lingüístico, dentro del proceso integrador del país”. Inoltre sancisce che le trentasei lingue indigene parlate nel paese sono parificate al castellano; che i boliviani hanno pari diritto alla casa, all’accesso al sistema sanitario, all’acqua potabile e alle fognature. Stabilisce inoltre che i membri del Poder Judicial siano eletti direttamente dal popolo. Questa settimana dunque è partita la campagna elettorale per far approvare la Carta Magna: una nuova sfida, ma non certo l’ultima, per Evo Morales.

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