L'importanza della spinta popolare al Referendum Costituzionale in Bolivia

Una spinta importante alla realizzazione del referendum sulla nuova costituzione boliviana, fortemente voluta dal presidente Evo Morales, è stata quella popolare. Lunedì è arrivata nella Plaza Murillo della capitale La Paz la “Marcha para la refundaciòn del paìs”, organizzata dalla Coordinadora Nacional por el Cambio (Conalcam), composta da movimenti sindacali e sociali affini a Morales.
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Le decine di migliaia di partecipanti, erano partiti sette giorni prima dalla città di Caracollo, regione di Oruro, a duecento chilometri da La Paz. Hanno annunciato che sarebbero restati fino alla decisione della data del referendum e che erano disposti ad entrare nel Congreso Nacional se non si fosse raggiunta un’intesa. I più irrequieti sono stati rassicurati dalle parole del presidente boliviano Evo Morales improntate alla pazienza. La pressione popolare ha spinto governo e opposizione a accelerare i tempi immergendosi in una sessione-maratona conclusasi con la stipula di un documento definitivo. I delegati sono stati impegnati dalle 13 di lunedì alle 2:45 della mattina del martedì senza interruzione. Alle otto si è conclusa la lettura degli articoli e si è aperta la votazione. Dopo la lettura ufficiale dell’approvazione il vicepresidente boliviano Alvaro Garcia Linera, nell’emiciclo hanno risuonato le note dell’inno nazionale. Alcune organizzazioni internazionali hanno supervisionato la serie di incontri che hanno portato al risultato. Si vota il 25 gennaio 2009 per l’approvazione della Costituzione (CPE) e il 6 dicembre 2009 per le elezioni generali. A gennaio oltre alla costituzione gli elettori si esprimeranno sulla limitazione del possesso di appezzamenti di terreno da parte di privati.

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