Cuba rispolvera i rapporti bilaterali con Russia e Messico (Parte II)

Nelle ultime settimane Cuba, attraverso la politica estera, punta ad allargare gli orizzonti e a recuperare due vecchi partner strategici. Uno europeo, la Russia, l'altro centroamericano, il Messico. Ieri ho scritto dei rapporti Cuba-Russia. Riguardo le relazioni tra Cuba e Messico, entrambe le diplomazie cercavano da tempo di ricucire lo strappo esistente. Il giorno successivo alla inaugurazione della chiesa ortodossa a La Habana, i governi cubano e messicano hanno firmato un accordo il cui scopo è garantire un flusso migratorio legale, ordinato e sicuro. I migranti che entrino illegalmente in uno dei due paesi saranno rimpatriati. Accompagnato dall’ambasciatore cubano in Messico, Manuel Aguilera, il cancelliere cubano Felipe Pérez Roque, ha affermato che le relazioni sono state pienamente normalizzate e avanzano in maniera soddisfacente. Con questa decisione Cuba si impegna a ricevere migranti che entrino o che risiedano illegalmente nel paese centroamericano, sia via mare che attraverso altri paesi confinanti come Guatemala, Belize o El Salvador. Molti cubani sono vittime delle mafie della immigrazione che, in cambio di richieste di denaro esorbitanti, li conducono attraverso un viaggio estenuante oltre il confine con gli Stati Uniti. Molti muoiono in mare, alimentando una campagna di stampa anticubana fomentata dagli Stati Uniti. È la prima volta che Cuba accetta tali condizioni: fino ad ora veniva concesso il rimpatrio solo ai migranti incontrati in mare.
Il documento ha richiesto 4 sessioni di lavoro e renderà più facile viaggiare tra i due paesi. Felipe Pérez Roque ha firmato l’accordo a Città del Messico assieme al Ministro degli Interni messicano, Juan Camilo Mouriño, e la titolare degli Esteri, Patricia Espinosa. Dopo anni di tensione, specie tra i due ex capi di stato, Fidel Castro e Vicente Fox (2000-2006), culminati nel 2004 con l’espulsione dal Messico dell’allora ambasciatore cubano Jorge Bolaños, ora sembra il momento della comprensione: il presidente messicano Felipe Calderón è stato invitato a visitare Cuba nel 2009. Inoltre entrambi i governi hanno emesso un comunicato in cui criticano la politica migratoria del governo Bush. Questa politica, spiegano, fomenta l’immigrazione illegale e il traffico di persone. Rende più difficile lottare contro la mafia e le organizzazioni criminali che speculano su questa tragedia. I trafficanti, detti polleros, possono chiedere anche dieci o dodicimila dollari a persona per il passaggio della fontiera; una volta in territorio U.S.A. in virtù della legge denominata pies secos, i cubani posso sollecitare il visto, che gli viene concesso sotto forma di asilo politico. Ciò non accade qualora vengano intercettati in mare. Stanno cambiano anche i rapporti tra Cuba e l’Unione Europea, anche se i lavori diplomatici sono ancora in corso d’opera. Il ventiquattro ottobre il quotidiano spagnolo El Pais informava della ripresa dei rapporti bilaterali tra l'U. E. e Cuba, interrotti nel 2003, in seguito alla carcerazione da parte del governo di Fidel Castro di 75 dissidenti. Il commissario europeo per lo sviluppo e l'aiuto umanitario, Louis Michel, nel suo viaggio diplomatico di due giorni, ha annunciato la prima misura adottata: l'invio immediato di due milioni di euro di aiuti per far fronte ai danni degli uragani Ike e Gustav. Altri venticinque o trenta milioni di euro di aiuti sono previsti per il prossimo anno. Questo è solo un aspetto del delicato momento che stiamo vivendo. In realtà si cerca di creare un tipo di rapporto bilaterale che sia non solo economico ma più fruttifero e di ampio respiro. Michel ha descritto come forte, strategica, utile e positiva la relazione tra le due parti, mentre Felipe Pérez Roque ha ribadito i passi avanti, anche se devono essere corrette alcune posizioni.

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