È deciso: si vota il 25 gennaio per la nuova Carta Magna boliviana

Per tutto il fine settimana in Bolivia si sono susseguite notizie di accordi mancati, sospesi e infine stipulati, tra il governo e l’opposizione. Sul tavolo delle trattative lo spinoso tema del referendum sulla nuova Costituzione. Finalmente è arrivata la conferma: si voterà a gennaio 2009. La nuova Carta Magna sostituirà l’attuale, vigente dal 1967, e trasformerà la Bolivia in uno stato “plurinacional, comunitario y con autonomías”. Il percorso non è stato semplice a causa di conflitti e scontri verbali e fisici, iniziati il 6 agosto 2006, quando la Asamblea Constituyente si è accollata la responsabilità di modificare la carta costituzionale. Tutti i tentativi di accordo sul tema erano falliti fino a questo martedì. Andiamo per ordine. bolivia
La scorsa settimana migliaia di sostenitori del presidente Morales si erano radunati alle porte della capitale, La Paz, affinchè il Congreso Nacional approvasse la data definitiva della votazione. Tale decisione doveva essere presa dai due terzi dei deputati. Per ottenerli, il partito di governo, Movimiento al Socialismo, necessitava un accordo con l’opposizione. Nodo della contesa, la rielezione del presidente Evo Morales ad un secondo mandato. Domenica la discussione era stata sospesa a causa delle richieste del partito d’opposizione Podemos (Poder Democratico y Social), tra cui la trasmissione televisiva della votazione.
Nelle ultime settimane il governo aveva accettato tutte le richieste fatte dall’opposizione, incluse quelle relative alle riforme agrarie e giuridiche o quelle che garantiranno da ora in avanti maggiore autonomia e decentramento regionale. A questo punto sarebbe dovuto essere il turno di Podemos, nel venire in contro al governo. Invece i suoi rappresentanti si sono mostrati irremovibili nel non voler permettere la possibilità di rielezione al presidente Evo Morales. Hanno denunciato la presunta volontà del governo di voler trasformare Morales in presidente vitalizio del paese. L’idea del governo era convocare nuove elezioni nel 2009, subito dopo l’approvazione della nuova Costituzione, candidando Morales a primo ministro. La approvazione della nuova Costituzione avrebbe aperto un nuovo periodo costituente nella storia del paese e quindi l’attuale mandato iniziato nel 2006 non sarebbe stato valido. La presidenza dura cinque anni e Morales avrebbe potuto ripresentarsi alle elezioni successive del 2014 per ottenere un nuovo mandato. Su questo punto si giocava a braccio di ferro.
Grazie, però, alla forte pressione popolare descritta nel seguente articolo, si è giunti all'accordo. Si vota il 25 gennaio 2009 per l’approvazione della Costituzione (CPE), e il 6 dicembre 2009 per le elezioni generali. A gennaio oltre alla costituzione gli elettori si esprimeranno sulla limitazione del possesso di appezzamenti di terreno da parte di privati. Entrambe saranno votate attraverso un unica scheda.

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