Cuba rispolvera i rapporti bilaterali con Russia e Messico (Parte I)

Nelle ultime settimane Cuba, attraverso la politica estera, punta ad allargare gli orizzonti e a recuperare due vecchi partner strategici. Uno europeo, la Russia, l'altro centroamericano, il Messico. Due sono stati gli avvenimenti chiave. Il primo è avvenuto domenica 19 ottobre. Il presidente cubano Raul Castro e Kiril Gundjaev, Metropolita di Smolensk e Kaliningrado e Presidente del Dipartimento delle Relazioni Ecclesiastiche Estere del Patriarcato di Mosca, hanno assistito alla inaugurazione e consacrazione della prima cattedrale della chiesa ortodossa russa a Cuba: la Sacra Catedral Ortodoxa Rusa de Nuestra Señora de Kazán. L’edificio si erge nel cuore della Habana Vieja, lungo la Cintura de la Bahìa e si estende per milleduecento metri quadrati. Con le sue cinque cupole dorate in stile bizantino rappresenta un simbolo della ritrovata affinità elettiva tra i due paesi. Alla cerimonia di consacrazione, scrive il quotidiano cubano Granma, erano presenti anche l’ambasciatore della Russia, Mikhail Kaminin, Esteban Lazo Hernández, vicepresidente del Consiglio di Stato, Ricardo Alarcón de Quesada, presidente del Parlamento cubano, Ricardo Cabrisas Ruiz, vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Juan Contino Aslán, presidente del Governo nella capitale, oltre allo storiografo cubano Eusebio Leal. Oltre un centinaio i russi residenti arrivati nella piazza per l'occasione. Il nunzio del Vaticano a La Habana, Luigi Bonazzi, ha celebrato l’inaugurazione dicendo che tutto ciò che favorisce lo sviluppo della fede religiosa è importante serve a far sentire vicino Dio all’uomo. Le chiese cattolica e ortodossa sono sorelle e meritano di avere ciascuna i propri luoghi di culto, ha concluso.
Secondo l’ambasciata di Mosca a Cuba, nell’isola ci sono tremila cittadini russi, cifra che ascende a quattordicimila secondo altre fonti; in gran parte sono arrivati quando i rapporti tra la Isla Grande e l’ex Unione Sovietica erano più stretti. Sono inltre presenti un imprecisato numero di citadini delle ex repubbliche sovietiche. Oggi questo atto rappresenta solo l’ultimo esempio di come si stia ridisegnando la geopolitica mondiale e inevitabilmente anche quella latinoamericana. La recente indipendenza del Kosovo, osteggiata da Mosca, da sempre impegnata a tutelare l'integrità della Serbia, e il sostegno statunitense alla causa della Georgia ha spinto la Russia a rinsaldare alcuni rapporti in America Latina. Il governo cubano, da parte sua, ha sempre maggiore voce in capitolo nell’area grazie alle alleanze strategiche con paesi come Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua e Brasile. Il presidente russo Putin ha visitato l’isola poche settimane fa, mentre a luglio e a settembre è toccato al vice primo ministro Igor Sechin toccare il suolo cubano per rafforzare i legami con l’antico alleato e per portare aiuti umanitari dopo la tragedia del passaggio degli uragani Ike e Gustav.
Oggi, i governi cubano e russo hanno annunciato che riattiveranno presto una collaborazione anche in campo militare. Fonti russe anticipano che il capo della Difesa Aerea, Alexander Maslov, visiterà Cuba in settimana assieme al ministro dei Trasporti, Igor Levitin, mentre oggi è il turno di un faccia a faccia tra il ministro delle Comunicazioni, Igor Schegoliev e l’omologo cubano, Ramiro Valdés. Il portavoce dell’esercito russo Igor Konashenkov, ha spiegato che probabilmente alcuni soldati cubani si formeranno nelle accademie di difesa tattica e aerea e nei centri d’addestramento russi. Infine è prevista l’ assistenza russa ai sistemi di difesa antiaerea cubani. La maggior parte degli armamenti cubani è di fabbricazione russa. Nel prossimo articolo il secondo evento importante: i rapporti Cuba-Messico.

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