Colombia: il politico Oscar Lizcano è di nuovo libero dopo otto anni nella selva, sequestrato dalle Farc


Il politico conservatore di 58 anni, era da otto nelle mani delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC) ed è in precarie condizioni di salute. Venne sequestrato il cinque agosto del 2000 nel dipartimento di Caldas, a duecentocinquanta chilometri da Bogotà. Dallo scorso novembre non si avevano sue notizie anche se era noto che le sue condizioni non erano buone.
La liberazione è avvenuta intorno alle otto della mattina di domenica, vicino alla città di San Josè del Palmar, distretto del Chocò, ad ovest del paese, come ha confermato lo stesso Lizcano, insieme al ministro della Difesa colombiano, Juan Manuel Santos. Lizcano è fuggito assieme al suo carceriere, alias “Isaza”, di 28 anni dopo che quest’ultimo ha architettato la fuga. I due hanno vagato tre giorni nella selva prima di incontrare la “Brigada móvil XIV” e il comandante Mario Montoya, che da alcune ore avevano circondato la zona di San Josè del Palmar. Santos non ha escluso una ricompensa economica per Isaza: lo scrive il quotidiano argentino La Naciòn. L’edizione elettronica del colombiano El Espectador aggiunge che Lizcano, verso le dodici, è arrivato in elicottero nella base militare Marco Fidel Suárez, dove ha realizzato una conferenza stampa in cui ha esposto i fatti, prima di salire in una ambulanza che lo ha portato in una clinica di Cali dove ha parlato telefonicamente con sua moglie e i suoi figli. Nel suo racconto è emersa tutta la stanchezza derivante dal peregrinare tre giorni nella selva. “Sono caduto molte volte, ma se non fossi scappato mi avrebbero fucilato”, ha sussurrato con voce bassa e si è scusato per il suo modo confuso di parlare. Ciò deriva dalla disabitudine a comunicare con gli altri. I suoi vestiti, strappati e coperti di fango, testimoniavano la durezza delle ultime ore, precedenti alla sua liberazione. Ha concluso dicendosi dispiaciuto per le venti poesie che aveva scritto e che sono rimaste nel luogo di prigionia. Il suo stato di salute è critico, riesce appena a camminare e necessita un trattamento psicologico.
Luis Eladio Perez, ex sequestrato liberato all’inizio dell’anno spera si dia tutto l’appoggio psicologico necessario a Lizcano, perché nessuno immagina cosa significhi passare dalla prigionia alla libertà da un giorno all’altro. Il presidente francese Sarkosy ha annunciato la disponibilità della Francia ad accogliere il guerrigliero disertore Isaza. Le famiglie degli altri sequestrati hanno espresso sia la gioia per la liberazione di Lizcano, sia il timore per la sorte dei loro cari ancora nelle mani dei guerriglieri, e hanno insistito nel non volere una soluzione militare al conflitto. Gloria Polanco, liberata dalla guerriglia pochi mesi fa, come gesto di buona volontà verso l’azione mediatrice del presidente venezuelano Hugo Chavez, ha detto di aver fatto i salti di gioia nel ricevere la notizia. Il ministro della Difesa colombiana, Juan Manuel Santos, ha detto di non poter escludere la soluzione dell’intervento armato nella selva. Lo stesso Lizcano, nel suo ultimo messaggio da sequestrato, aveva ammonito il governo di Uribe di non giocare la carta militare per ottenere una vittoria politica. Chiedeva una via d’uscita dialogata e umanitaria. Oscar Lizcano era il politico da più tempo nelle mani della guerriglia, e dopo la liberazione sono due quelli rimasti nella selva. Per ottenerne la liberazione le Farc hanno chiesto il rilascio di tutti i loro combattenti attualmente rinchiusi nelle carceri.
Dall’Austria, dove si trova, Ingrid Betacourt ha inviato un messaggio di vicinanza alla famiglia, gioia e gratitudine verso l’esercito. Alle FARC ha chiesto che facciano nuovi gesti distensivi perché c’è necessità di un dialogo e della libertà di tutti i prigionieri, che ha definito suoi fratelli. A Vienna la Betancourt ha ricevuto il Premio Donna dell’Anno 2008, dopo che tre giorni fa gli era stato consegnato il Premio Principe de Asturias alla concordia. Ha confessato in una conferenza stampa che si ritirerà dalla scena pubblica nel 2009 perché ha bisogno di almeno sei mesi di solitudine e di riflessione. Ha anticipato l’intenzione di voler costituire una fondazione di respiro mondiale con lo scopo di trattare temi per lei importanti come l’accordo e la comprensione nel mondo.
Pubblicato su www.andinamedia.info

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