Leonel Fernandez inizia il suo terzo mandato alla presidenza della Republica Dominicana

La cerimonia di investitura è stata preceduta da un minuto di silenzio, nella Camera dei Deputati, in memoria delle diciannove vittime dell’incidente stradale avvenuto il quindici agosto. Quattro erano italiane. Leonel Fernandez, avvocato di cinquantaquattro anni, è laureato in diritto in Repubblica Dominicana, con dottorati ad Harvard, la Sorbona e nella Universidad de Santiago de Chile. Eletto lo scorso sedici maggio col 53,8% dei voti, ha giurato il sedici agosto davanti al presidente del Senato, Reinaldo Pared Pérez. A vigilare l’evento seicento elementi delle forze armate visto il forte diluvio caduto sull’isola a causa del passaggio della tormenta tropicale Fey, responsabile di aver causato tre morti e di un disperso. Il mandato durerà quattro anni e si concluderà, salvo colpi di scena, nel duemiladodici. Il suo primo quadriennio fu dal 1996 al 2000, il secondo dal 2004 al 2008. Ha giurato insieme al suo vicepresidente Rafael Alburquerque, rappresentato al suo fianco nella foto mentre entrambi ascoltano l’inno nazionale. Alla cerimonia hanno partecipato personalità internazionali quali la presidentessa cilena Michel Bachelet, il colombiano Alvaro Uribe, quello di Haití René Preval, della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang, dell’Honduras José Manuel Zelaya, il salvadoregno Elias Antonio Saca, il primo ministro delle Antille Olandesi Emily De Johgh-Elhage e quello di San KItts & Nevis Denzil Dougla. Fernandez ha approfittato dell’occasione per sferzare alcuni settori politici del paese ad approvare il progetto di riforma costituzionale che sarà sottoposta a votazione da parte del Congresso dei delegati nei prossimi giorni. La Repubblica Dominicana ha un sistema bicamerale. Tra gli obiettivi anche la modifica della struttura e la riassegnazione delle cariche della Junta Central Electoral. Nelle due ore di discorso in cui ha fuso i risultati del governo uscente con il programma per il quadriennio entrante, ha ricordato la sua proposta di riforma del sistema elettorale vigente (Ley de Partidos Políticos) che garantisca maggiore democrazia interna ai partiti, maggiore partecipazione della base e trasparenza delle candidature. In realtà la riforma punta a permettergli di ripresentarsi per la quarta volta a capo del paese nel duemiladodici. Ha inoltre ringraziato i dominicani costretti ad emigrare, molti in Spagna e negli U.S.A., per il contributo che offrono al paese e i sacrifici a cui si sottopongono. "A coloro i quali tanto apprezziamo, dedichiamo tutto il processo di cambiamento e trasformazioni che attraverso le quali sta transitando il paese”, sono state le parole del presidente. Alzerà anche le riserve internazionali del Banco Central della Repubblica Dominicana per portarle nella media della regione. La linea di tolleranza zero contro la corruzione si collega al richiamo alla necessità di una rivoluzione morale ed etica che aumenti la integrità morale dei candidati e la trasparenza dei processi elettorali. Fernandez ha annunciato anche lo sviluppo di vie di comunicazioni terrestri tra cui la metropolitana sotto Santo Domingo e l’autostrada Santo Domingo - Punta Cana e Bávaro, principale destino turistico del paese. In questo periodo di crisi economica mondiale, il terzo mandato del dominicano inizia all’insegna di una dura critica ai centri di potere mondiali della gestione del petrolio e con la presentazione di un pacchetto di riforme sociali e legislative a cominciare dalla Costituzione. Citata anche la ripresa economica e agricola del paese in atto, collegata alle manovre infrastrutturali effettuate e l’aumento della spesa per i servizi sociali e per la lotta al narcotraffico. La spesa sociale nel duemilasette ha raggiunto il 9,1% del prodotto interno lordo. L’incremento medio del PIL, negli ultimi tre anni è stato del 9,5%, sceso al sette quest’anno, con una inflazione stimata del 7,1%, mentre quella reale è abbondantemente in doppia cifra. L’ investimento straniero è di 1698 milioni di dollari nel duemilasette. Quest’ultimo dato è il più alto nella storia. Insistito il riferimento al cambio di rotta relativo alle fonti di energia. La strada da percorrere è quella delle energie rinnovabili, naturali e dei combustibili economici vista l’importanza della tutela dell’ambiente.

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