In una Bolivia divisa dalle proteste di piazza, Evo Morales presiede i festeggiamenti per l'anniversario della indipendenza del paese

Il sei agosto 1825 viene proclamata l'indipendenza del paese andino, con la firma, nel primo congresso nazionale, dell'Acta de la Independencia total, che prevede la completa autonomia sia dai paesi confinanti sia da qualunque altra potenza politica, economica e militare. Il testo è opera dello storico Floren Sanabria, che, nel suo libro Presidentes de la Republica, scrive che l'allora Alto Perù decide di adottare il nome di Republica de Bolìvar, come omaggio a Simon "el libertador" Bolìvar e che la sua capitale riceve il nome di Sucre. Derina dal nome dell'eroe nazionale, il gran maresciallo di Ayacucho: Antonio José de Sucre. Il diciassette agosto del 1825 il nome della nazione cambia in Bolivia.
Poche ore fà Evo Morales ha presenziato nella plaza Murillo di La Paz i festeggiamenti per il sei agosto: 183esimo anniversario dell’indipendenza del paese. L’atto è stato il riflesso della spaccatura attualmente presente nel paese, dovuta alla volontà di indipendenza di alcuni presidenti regionali e all’approssimarsi del referendum revocatorio del prossimo dieci agosto. La piazza era piena di sostenitori di Morales e del MAS, il partito di governo, con bandiere col tricolore boliviano e cartelli di sostegno a Evo. La convocazione della sessione d'onore del parlamento è stata annullata dal vicepresidente della repubblica Alvaro Garcia Linera dato che non era possibile garantire le minime misure di sicurezza agli intervenuti. I parlamentari dell’opposizione, spaccata in due gruppi contrapposti, non si sono presentati però neanche nella piazza, per motivi di sicurezza e per non rendere più aspro il clima. Così suonava il contenuto di una dichiarazione rilasciata da Josè Luis Paredes, prefecto di La Paz. Nella città di Santa Cruz alcuni oppositori si sono resi protagonisti di manifestazioni violente e intolleranti, capitanati dal presidente della Federación de Juntas Vecinales, Rodolfo Landívar. Hanno sparato petardi e insultato le forze dell’ordine che presidiavano il centro della città, la piazza Ventiquattro Settembre, al grido di “venduti e assassini”. Tensione anche a Cochabamba tra sostenitori di Manfred Reyes Villa e del sindaco Gonzalo Terceros, alleato del MAS di Morales. La Organizacion de Estados Americanos, (OEA), per voce del segretario generale, José Miguel Insulza, ha espresso preoccupazione per gli eventi violenti e gravi verificatisi nella Repubblica de Bolivia. Ha inoltre effettuato un richiamo urgente alle parti in causa ad assicurare le condizioni minime affinché il processo elettorale si svolga in modo pacifico.
Anche se è probabile che la popolarità del presidente della repubblica Morales, sia cresciuta rispetto al 2005, non si ricordava da tempo un sei agosto così sottotono e con tante polemiche. Nel suo discorso, che per la prima volta non si è svolto nel parlamento e in diretta televisiva ma in una piazza pubblica, ha sottolineato il buon momento attraversato dall’economia nazionale, la crescita dell’export, l’indipendenza dai poteri economici e dalle entità finanziarie internazionali e lo sviluppo delle vie di comunicazione.
Ma le proteste continuano a pregiudicare lo sviluppo del paese. Pochi giorni fa Morales ha dovuto annullare l’incontro previsto con il presidente brasiliano Luis Ignacio Da Silva, il presidente venezuelano Hugo Chavez e la presidentessa argentina Cristina Fernandez, a causa di una manifestazione che gli ha impedito di scendere all’aereoporto di Tarija. Persone armete di bastoni presidiavano i cancelli d'uscita. Intanto il conto alla rovescia per il referendum è oramai giunto alla fine. Domenica, sperando nella tranquillità e nella completa libertà per tutti di esprimere la propria preferenza, conosceremo il verdetto delle urne.

0 commenti:

Posta un commento

 

_

Nota

Diario Latino non rappresenta una testata giornalistica perchè è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, quindi, considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. L'autore non è un giornalista professionista e non è responsabile dei contenuti dei blog ai/dai quali è linkato. I commenti sono sottoposti ad approvazione. Diario Latino is licensed under Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License. Proibita la ripubblicazione su altri siti/blogs.

Licenza Creative Commons

Statistiche