Bolivia. Le reazioni all'esito del referendum revocatorio

Il presidente Evo Morales, dopo essere uscito rafforzato dal risultato del referendum revocatorio, ha pronunciato una parola chiave nella tormentata vita politica boliviana: unità. Morales intende raggiungerla unendo il contenuto della nuova costituzione, indigenista e socialista, con quello degli statuti d’autonomia regionali, sempre all’interno di un quadro legale e costituzionale. "Estamos aquí para seguir avanzando en la recuperación de los recursos naturales, en la consolidación de las nacionalizaciones y en la recuperación de las empresas del Estado", ha detto Evo Morales in un discorso nella piazza centrale della capitale boliviana La Paz. Un colpo alla politica del partito governante, il Movimiento al Socialismo (MAS), è stato la revoca col 45.6% del prefetto regionale di Oruro, Alberto Aguilar, finora fedele al presidente. Revocati anche Josè Luis Paredes, di La Paz (42.3%) e Manfred Reyes Villa di Cochabamba (39.3%). Confermati: Mario Virreira di Potosì col 75.9%, Ruben Costas di Santa Cruz col 66.6%, Mario Cossio di Tarija col 64.5%, Ernesto Suarez di Beni col 61.2% e Leopoldo Fernandez di Pando col 56.3%. Tutti i governatori regionali oppositori hanno ricevuto un consenso maggiore di quando erano stati eletti. Alla tornata elettorale non ha partecipato la recentemente eletta governatrice di Chiquisaca, Savina Cuellar. Ora, il governo vorrebbe intavolare un dialogo per superare la situazione di stagnazione politica del paese. Il presidente Evo Morales ha inoltre sottolineato la tranquillità e maturità con cui si è svolto il processo elettorale. Una lezione di democrazia, considerando il clima teso dei giorni scorsi.
Alle ore 7:45 della mattina di domenica il presidente della Corte Nacional Electoral (CNE), Josè Luis Exeni dichiarava: “Nos encontramos en el inicio de una jornada electoral que sin duda marcará un hito en el proceso de democratización en Bolivia, y es que por primera vez en nuestra historia, la ciudadanía podrá definir mediante el voto en un referéndum sobre la continuidad o no de los cargos, del Presidente, Vicepresidente y de los prefectos de departamento”. Contemporaneamente il vicepresidente Alvaro Garcia Linera sottolineava che “El pueblo siempre ha resuelto las incertidumbres, no lo hacen los analistas, las grandes tensiones y demandas y grades rutas se han resuelto con la participación del voto, la incertidumbre será resuelta con el voto”. E aggiungeva: “Voy a ser definitivo, de manera muy respetuosa. Hay una ley y hay una estructura institucional, igualmente legal y constitucional encargada de cumplir la legalidad, por lo tanto hay que acatar la Ley y acatar el cumplimiento de esta Ley por parte de la estructura institucional y constitucional encargada de temas electorales”.
Dopo i risultati arrivano le reazioni dei diretti interessati. Alcuni hanno accettato i risultati, altri no. Il governatore di La Paz, l’oppositore Josè Luis Paredes ha accettato il risultato. Ha ottenuto ampio appoggio nella città di La Paz ma scarsissimo a El Alto e nelle aree rurali. L’ex militare e governatore di Cochabamba, Manfred Reyes Villa, ha rifiutato di riconoscere l’esito delle urne annunciando ricorso al Tribunal Constitucional. La Corte Elettorale ha minacciato di andarlo a prendere direttamente nella sala del comune pur di farlo sgombrare. Molto sorpreso del risultato si è dichiarato il governatore di Oruro Luis Alberto Aguilar, rifiutato dal 54% degli elettori. Nella piccola patria natia del presidente Morales, ha però ottenuto un buon 70% nelle zone rurali.
Al momento della comunicazione dei risultati ufficiali che gli davano un inaspettato quanto comodo 63%, Morales realizzava il suo richiamo all’unità. "Quiero expresar nuestro respeto a los gobernadores ratificados. Respetaremos la credibilidad que tienen y quiero convocarlos a trabajar por al unidad del país", affermava. Il governatore di Santa Cruz, Ruben Costas, suo oppositore ha rifiutato questa mano tesa parlando di fantomatici brogli. Il governatore di Tarija ha chiesto invece "un desarme espiritual para llegar a la reconciliación". Nei prossimi giorni sapremo quanto è uscito rinforzato il progetto di cambiamento del paese di Evo Morales, e quale sarà la strada da lui scelta per uscire dall'attuale momento di stallo.

0 commenti:

Posta un commento

 

_

Nota

Diario Latino non rappresenta una testata giornalistica perchè è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, quindi, considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. L'autore non è un giornalista professionista e non è responsabile dei contenuti dei blog ai/dai quali è linkato. I commenti sono sottoposti ad approvazione. Diario Latino is licensed under Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License. Proibita la ripubblicazione su altri siti/blogs.

Licenza Creative Commons

Statistiche